La leggerezza come arma. May Hands da T293 a Napoli

Galleria T293, Napoli – fino al 13 febbraio 2015. May Hands mette in scena “Meloni Meloni”. Ovvero uno spettacolo di tessuti colorati dalle atmosfere naïf. L’opera si fa senza peso per riflettere sull’insolubile questione che lega l’arte alla produzione di massa.

Continua il viaggio nell’incantevole mondo dell’artista inglese May Hands (Brighton, 1990) che presenta presso la galleria T293 di Napoli Meloni Meloni, un progetto realizzato in collaborazione con lo studio creativo LRRH_art projects di Colonia e Berlino e che consta di undici opere in tessuto, ognuna lavorata a mano. La LRRH_art projects, operante nel settore tessile per le grandi firme della moda, seleziona abitualmente giovani artisti per creare opere uniche. Quelle prodotte per May Hands sono risultanti dalla sovrapposizione di stampe digitali e inclusioni manuali come ricami, cuciture, lembi e parti di oggetti d’uso comune. Tessuti pregiati e coloratissimi sono sospesi alle pareti come fossero lenzuoli stesi al sole, tramutando lo spazio della galleria in un cielo aperto. Il linguaggio di May Hands, fatto di colori evanescenti e trasparenze, nastri e lustrini, si prende gioco del consumismo e dei suoi feticci, a cominciare dagli incanti dei brand di lusso. La leggerezza diviene un espediente per indagare sul concetto di valore, nella sua accezione economica e morale: chi stabilisce cosa ha valore e cosa no?

 

Francesca Blandino

 

Napoli // fino al 13 febbraio 2015
May Hands – Meloni Meloni
T293
Via Tribunali 293
081 295882
[email protected]
www.t293.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41531/may-hands-meloni-meloni/

 

 

 

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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.