Bologna chiama Berlino. I Macrocosmi al Cubo

Cubo, Bologna – fino al 7 aprile 2015. L’avrete vista durante il party targato Unipol-Artribune durante Artefiera. Parliamo della mostra “Macrocosmi. Ordnungen anderer Art, Organismi fuori centro”. E qui ne riparliamo.

Macrocosmi si presenta come un progetto corale che lega idealmente due città, Bologna e Berlino, all’insegna della creatività e dell’interdisciplinarietà. Una serie di eventi e un’esperienza multimediale con la creazione di un’app hanno fatto da cornice al progetto, presentato in Italia durante ArteFiera, e farà poi tappa a Berlino nel mese di settembre durante la settimana dell’arte tedesca. “Una partitura jazz che avanza per ritmi più armoniosi o più sincopati”, è stata definita dalla curatrice Martina Cavallarin.
La mostra ospita le opere di quattro artisti – Ingeborg zu Schleswig Holstein, Ettore Frani, Gianni Moretti e Stefano Ronci – i quali si sono cimentati nell’indagine di quegli “organismi fuori centro” e di quella instabilità, presente anche nella nostra società, documentandone il risultato finale e la loro condivisione e abitazione nello spazio. All’interno di una struttura in vetro e acciaio, ciascun artista rivela nel proprio lavoro differenti prospettive e piani di lettura.

Stefano Ronci, Spalle al muro, 2015. Disegno puntiforme, pastelli
Stefano Ronci, Spalle al muro, 2015. Disegno puntiforme, pastelli

Nei quattro grandi pannelli paralleli, frutto di impetuose e profonde campiture di colore di 300×160 cm (olio e pigmenti a tecnica mista) di Ingeborg zu Schleswig-Holstein dal titolo Macrocosmos I, Macrocosmos II, Macrocosmos III e Macrocosmos IV, gli sguardi degli spettatori si perdono in costanti e incostanti divagazioni. Ettore Frani, in una tormentata composizione, Diasistolica I e II, spezzetta in tasselli, restituisce una dimensione animata dal caos e dalla metamorfosi. Bianco e nero, luce e ombra, evanescenza e realtà guidano in percorsi ellittici un tragitto senza approdi, ma in continuo divenire.

Gianni Moretti in Derma sceglie un’istallazione di organismi anamorfici ingabbiati dietro una struttura lignea illuminata, dalla quale emergono a intermittenza superfici svolazzanti di velina nera. Per raccontare i suoi Organismi fuori centro, Stefano Ronci invece si abbandona alla ripetitività quale traslato di un quotidiano in perenne mutazione, come nell’opera in mp4 Scala mobile. Depositi di materia di pastelli in un’installazione in disgregazione è il tema di Spalle al Muro. Artista che utilizza e valorizza nei suoi lavori linguaggi diversi, dal disegno al video, Ronci è suggestionato dal movimento, dai gesti e dai materiali.
Altro protagonista della mostra è il visitatore che, transitando, moltiplica e diffonde idee e impressioni in un ulteriore movimento, mai concluso,sempre in crescita e sempre in fuori centro.

 

Silvia Papa

 

Bologna // fino al 7 aprile 2015
Macrocosmi
a cura di Martina Cavallarin e Pascual Jordan
CUBO
Piazza Sergio Vieira de Mello 3‎
051 5076060
[email protected]
www.cubounipol.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41432/macrocosmi/

 

 

 

CONDIVIDI
Silvia Papa
Storico dell’arte. Laureata in Storia e Conservazione dei Beni Culturali – indirizzo Storico Artistico – con una tesi quadriennale in Museologia e una seconda Laurea in Lettere con una tesi in Storia della lingua italiana, ha studiato all’Università di Copenhagen e ha insegnato lingua e letteratura italiana all’Università svedese di Falun. Da alcuni anni collabora come autore e redattore per riviste e blog, conferenziere e curatore di mostre per l’azienda di servizi per l’archeologia e i beni culturali ABACO Società Cooperativa.