La Depart Foundation apre a Los Angeles. Con Gabriele De Santis

Ha aperto a settembre la sede losangelena della non profit romana Depart Foundation. Uno sguardo non effimero sulla metropoli statunitense, come ci raccontano i protagonisti. E intanto ci sono ancora un paio di giorni per vedere la personale di Gabriele De Santis che ha dato il via alla programmazione.

Con The dance step of a watermelon while meeting a parrot for the first time, mostra personale di Gabriele De Santis (Roma, 1983) inaugurata in settembre, ha aperto l’avamposto statunitense della Depart Foundation, in un ampio spazio situato su Sunset blvd., a West Hollywood. Pur se collocabile nella recente tendenza che vede accorciarsi le distanze fra l’arte contemporanea europea e la capitale californiana, la mossa rientra in un percorso che l’illustre non profit romana aveva già avviato nel 2011, presentando la mostra collettiva When in Rome all’IIC di Los Angeles.
“L’idea è quella di costruire un ponte artistico tra Europa e Stati Uniti portando a Los Angeles talenti Europei e viceversa”, afferma il giovane imprenditore e collezionista Pier Paolo Barzan, fondatore di Depart. “Los Angeles è un posto dove c’è ancora qualcosa da scoprire”,ci spiega Valeria Sorci, presidente della fondazione a Roma e board member del suo presidio losangeleno. “Molti sono gli artisti che stanno scegliendo di trasferirsi qui. Rispetto a New York c’è la possibilità di avere spazi più grandi a prezzi decisamente inferiori. Los Angeles è una città geograficamente lontana e complicata ma questo fatto costituisce anche la sua forza, spinge i suoi abitanti a muoversi molto, a non impigrirsi. è il posto perfetto per andare all’avanscoperta e lasciarsi trasportare, sopratutto da un punto di vista artistico”.

Gabriele De Santis – The Dance Step of a Watermelon While Meeting a Parrot for the First Time, 2014.Depart Foundation LA 2014 – Courtesy of Frutta, Roma
Gabriele De Santis – The Dance Step of a Watermelon While Meeting a Parrot for the First Time, 2014.Depart Foundation LA 2014 – Courtesy of Frutta, Roma

L’avventura americana nella nuova sede comincia con il giovane artista romano Gabriele De Santis, seguito in questa occasione dal curatore britannico Adam Carr. De Santis risolve l’ampiezza della sala centrale con due opere a grande scala, cui si affiancano lavori a parete già presentati a Roma da Frutta Gallery: tele munite di rotelle dove l’artista eleva a icona gli hashtag e altri simboli della comunicazione telematica, giocando sul contrasto figura/sfondo attraverso l’alternanza di superfici monocrome e marmoree.
L’intera mostra è costruita sull’incontro di elementi opposti: movimento e staticità, vero e falso, linguaggio classico e cultura di strada. Ma anche immaginario romano e immaginario losangeleno, che soprattutto nel grande wallpaper e nell’installazione centrale si scontrano, dando vita a elementi ibridi e geneticamente modificati. Da una parte l’imperatore Augusto, la Piramide Cestia, il Colosseo, la Bocca della verità, simboli tanto della storia di Roma quanto dell’immagine da turismo di consumo che Roma assume agli occhi degli stranieri; dall’altra una rampa da skateboard, con la quale sembrano cimentarsi colonne classiche di gesso munite di pattini, come fossero skater a spasso su Venice Beach: due lavori che trovano il loro simbolico trait d’union nella figura eroica di Michael Jordan, protagonista dei video riprodotti su sei iPad.

Gabriele De Santis – The Dance Step of a Watermelon While Meeting a Parrot for the First Time, 2014.Depart Foundation LA 2014 – Courtesy of Frutta, Roma
Gabriele De Santis – The Dance Step of a Watermelon While Meeting a Parrot for the First Time, 2014.Depart Foundation LA 2014 – Courtesy of Frutta, Roma

Accanto, cornici dell’Ikea inquadrano superfici di finto marmo, promessa di lusso per tutti. Nella stanza adiacente qualcuno ha dimenticato zaini e t-shirt sporche di pittura.
E i pappagalli? Presenti in diverse opere in mostra, farebbero riferimento alla colonia di pappagalli che negli ultimi anni ha popolato alcuni parchi di Roma. Pare che negli Anni Novanta andassero di moda ma poi i padroni stanchi abbiano pensato bene di aprire le gabbie. La storia si riveste di leggenda e invita lo spettatore, in un’epoca di sofisticazioni, a sospendere l’incredulità.

Emanuela Termine

Los Angeles // fino al 16 novembre 2014
Gabriele De Santis – The dance step of a watermelon while meeting a parrot for the first time
a cura di Adam Carr
DEPART FOUNDATION
9105 Sunset Blvd
[email protected]
www.departfoundation.com

 

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Emanuela Termine
Emanuela Termine (Roma, 1978) è storica dell’arte e curatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulle relazioni fra arte e architettura in Italia tra gli Anni Cinquanta e Settanta. Fino al 2013 è stata responsabile della segreteria organizzativa presso la Fondazione Bruno Zevi. Dal 2006 è curatrice senior presso Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, a Roma. Nel 2012 ha curato il progetto “Lingua Mamma”, vincitore del concorso "Arte, Patrimonio e Diritti Umani", indetto da Connecting Cultures con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
  • Ursula

    No way

  • La strada c’è basta pagare , oro