Tempo in sospensione. Esistenzialismo di Darren Almond e fragilità apparente di Mathelda Balatresi

Galleria Alfonso Artiaco, Napoli – fino al 31 maggio 2014. La primavera partenopea di Artiaco inizia con la personale dell’artista inglese Darren Almond, esponente della (ex) Young British Art, e rende omaggio a Mathelda Balatresi, toscana che opera a Napoli da oltre quarant’anni.

L’ouverture primaverile di Alfonso Artiaco presenta a Napoli la personale dell’artista Darren Almond (Wigan, 1971) e coglie l’occasione per rendere omaggio a Mathelda Balatresi (Carcare, 1937), impegnata a riattivare la funzione sociale dell’arte. Almond indaga il rapporto spazio/tempo nell’esistenza, Balatresi le conseguenze dell’agire umano. Smaterializzando l’oggetto fisico in un’entità concettuale, l’artista inglese crea paesaggi atemporali. Orologi digitali e non, lastre di vecchi treni, serie numeriche e fotografie di luoghi remoti ridefiniscono gli strumenti di misurazione della realtà, decostruendo il linguaggio, per Foucault “ciò che sta fuori di noi e ci delimita”. I petali dei fiori di Balatresi mostrano allo sguardo una mina, arma simbolo del dramma di un’umanità carnefice. La funzione sociale dell’arte emerge brutalmente, raccontando il contrastato rapporto tra l’essere e il mondo.

Francesca Blandino

Napoli // fino al 31 maggio 2014
Darren Almond / Mathelda Balatresi
ALFONSO ARTIACO
Piazzetta Nilo  7
081 4976072
[email protected]
www.alfonsoartiaco.com


CONDIVIDI
Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.