Cosa resta? Paolo Grassino per l’esordio di Eduardo Secci Contemporary

Eduardo Secci Contemporary, Firenze – fino al 31 maggio 2014. Il nuovo spazio toscano è assediato dalle imponenti opere dell’artista torinese Paolo Grassino. Che, in ogni ambiente della galleria, ha lasciato resti e figure reduci dall’irrefrenabile trascorrere del tempo.

Paolo Grassino - Ciò che resta, 2013, tubo corrugato e ferro. Foto Marco Russo - courtesy Eduardo Secci Contemporary

Attraverso una ripetizione seriale, Paolo Grassino (Torino, 1967) svuota apparentemente l’immagine del teschio dal suo significato iconografico di memento mori, avvicinandosi all’utilizzo che ne fanno le case di moda da qualche anno a questa parte. Tuttavia, il tema della caducità rimane protagonista. Il grande cranio, esposto in vetrina, attrae magneticamente i passanti che varcano la soglia della galleria per ottenere una risposta alla domanda: “Cosa resta?“. Rappresentazioni di elementi organici e i materiali che ne permettono la realizzazione, come ferro e tubi corrugati, condividono con i visitatori la consapevolezza del loro inevitabile deperimento. L’unico sollievo risiede nella speranza di aver impresso una traccia lungo il cammino, così come accade durante la creazione delle opere dell’artista: dalla fusione rimangono resti e concrezioni di materia, visibili all’interno delle opere. E i lavori di Grassino mostrano e custodiscono i segni “reduci” dal processo di creazione.

Carolina Gestri

Firenze // fino al 31 maggio 2014
Paolo Grassino – Ciò che resta
a cura di Marco Meneguzzo e Daniele Capra
EDUARDO SECCI
Via Maggio 51r
055 661356
[email protected]
www.eduardosecci.com

 

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Carolina Gestri
Carolina Gestri (Firenze, 1989) è storica dell’arte e curatrice. Dopo alcune esperienze in realtà come CCC Strozzina (Firenze), Compagnia Virgilio Sieni (Firenze) e Viafarini DOCVA (Milano), nel 2013 viene selezionata per CAMPO13, corso di formazione per curatori della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino). Nello stesso anno collabora come consulente per il Museo Novecento (Firenze) e fonda due collettivi curatoriali (“host” e “ones - office. a non exhibition space”). Dal 2015 al 2016 lavora presso il Museo Marino Marini seguendo la produzione e la comunicazione delle mostre temporanee. Attualmente è coordinatrice di VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, un programma formativo promosso da “Lo schermo dell’arte Film Festival” strutturato in una mostra e una serie di seminari. È co-fondatrice di KABUL magazine, associazione culturale e rivista online che si pone l’obiettivo di tracciare un quadro lucido e approfondito sulle principali teorie che animano il dibattito contemporaneo e delle sue ripercussioni nella produzione artistica.