Cosa resta della bellezza. Ernest Pignon-Ernest torna a Napoli

Institut Français, Napoli – fino al 22 marzo 2014. Arte, capolavori e motorini. La strada e il sublime, il presente e il museo. Scugnizzi accanto a Ribera, l’effimero e l’imperituro. Ernest Pignon-Ernest ritorna a Napoli, negli scatti di Alain Volut.

Le opere di Ernest Pignon-Ernest negli scatti di Alain Volut. Fotografie di Alain Volut. Courtesy Alain Volut

Una città è case e strade, ma soprattutto cultura. Stratificazioni invisibili ma strutturanti, come e più di pareti. E se si portano alla luce, facendole emergere come concrezioni proprio sulla pelle della citta, le sue mura? 1988: con un’operazione di Street Art raffinatissima e audace, Ernest Pignon-Ernest (Nizza, 1942) rivestì i vicoli di Napoli con disegni ispirati ai capolavori presenti in città. Caravaggio e Ribera a sorpresa, la notte per il giorno, a parlare piratescamente di morte e vita nelle viscere più dolenti della Partenope sofferta. Per ricordarle – nel tempo del dolore – la sua natura, ispiratrice e creatrice.

L’occhio-camera di Alain Volut era lì complice a illuminare, catturando in volo l’inconscia verità che solo il fluire spontaneo della vita offre, l’intrinseca profondità della relazione che si stringeva giorno per giorno: quella tra gli abitanti, fruitori involontari, e le incursioni dell’artista. Temporanei ma non effimeri, i segni della bellezza, dell’arte e dell’essenza da esse significati si sciolsero poi nella pioggia e nel tempo, come neve calda. Eppure la memoria non muore. A prescindere dalla percettibilità o meno delle sue tracce, sostanzia l’identità e l’energia. Ma, se è viva, costruisce il futuro.

Diana Gianquitto

Napoli // fino al 22 marzo 2014
Ernest Pignon-Ernest – La memoria dei vicoli
INSTITUT FRANÇAIS
Via Crispi 86
[email protected]
www.institutfrancais-napoli.com

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]