I vincitori del Rome Prize (e non solo) in mostra al Gianicolo

American Academy, Roma – fino al 2 marzo 2014. Fotografie, tele, collage, video, installazioni: opere eterogenee con cui dialogano una ventina di artisti italiani e americani. In una collettiva che si confronta sul rapporto fra l’arte contemporanea e il passato.

Time and again - veduta della mostra presso l'American Academy, Roma 2014 - photo altrospazio

Time and again si snoda attraverso gli spazi del palazzo dell’American Academy al Gianicolo. Si tratta di una mostra che ne contiene, in realtà, cinque, pensate e organizzate dai vincitori del Rome Prize di quest’anno e dal critico e saggista Christian Caliandro. Il percorso espositivo è una sorta di itinerario a tappe, con cinque fermate. Filo conduttore, il rapporto che l’arte contemporanea ha con il passato, con i suoi elementi e simboli. Gli artisti sono chiamati a darne una propria personale lettura e interpretazione, offrendo ognuno il proprio contributo in un contesto di gruppo e di confronto culturale che tradizionalmente caratterizza i soggiorni romani di questi borsisti. Interessante e apprezzabile l’allestimento che rispecchia il senso della mostra, in un continuo interfacciarsi tra il passato, rappresentato dalle vestigia del palazzo eretto nei primi anni del Novecento, e il contemporaneo delle opere presentate.
I bianchi passi di Dance macabre dell’artista Diana Machulina – che alludono alla doppia identità di Roma, città piena di vita e di morte con le sue catacombe e le sue reliquie – accolgono il visitatore sul pavimento del portico, accanto ai fregi marmorei; proseguono al piano terra nella sala con il pianoforte e poi nel seminterrato, già visibili dalla tromba delle scale.

Time and again - veduta della mostra presso l'American Academy, Roma 2014 - photo Mattia Morelli
Time and again – veduta della mostra presso l’American Academy, Roma 2014 – photo Mattia Morelli

Si è condotti, quindi, a History recast, mostra fotografica a cura di Lindsay Harris, con opere di Antonio Biasiucci, Marco Delogu, Milton Gendel, Leonora Hamill, Mimmo Jodice, David Maisel, Catie Newell, Sara VanDerBeek e Catherine Wagner. Molti richiami alla Città Eterna: colpiscono la testa di Demetra, il Marco Aurelio in strada sopra un camion e i volti di Traiano (si tratta della statua o dell’imperatore in carne e ossa?).
In fondo alla galleria di foto ecco Lumen, installazione di C. Wagner, Thomas Kelley, Eric Nathan, Loretta Gargan a creare uno spazio contemplativo con elementi archetipici della tradizione cattolica come gli inginocchiatoi; al posto dell’altare troviamo una videoproiezione di luce che filtra da una finestra con una composizione musicale in sottofondo.
Tornando al piano terra, Concrete ghost a cura di Christian Calandro con opere di Nanni Balestrini, Anna Betbeze, Hamlett Dobbins, Tony Fiorentino, Dan Hurlin, T. Kelley, C. Newell, Reynold Reynolds, Giuseppe Stampone, Marco Strappato, C. Wagner.
Infine, attraversando il cortile e il giardino, nella casa rustica è allestita Found realities di Peter Bognanni, T. Kelley e C. Newell, una ironica ricostruzione dello studio di un fantomatico archeologo con gli scaffali, i tavoli pieni di appunti, la scrivania e persino la radio accesa. Materiali senza senso vengono catalogati e schedati in un intreccio tra realtà e assurdo.

Barbara Di Tanna

Roma // fino al 2 marzo 2014
Time and again
AMERICAN ACADEMY
Via Angelo Masina 5
06 58461
[email protected]
www.aarome.org

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Barbara Di Tanna
Sono un architetto, mi occupo di progettazione architettonica e interior design. In passato ho lavorato nell'ambito del restauro architettonico ed archeologico. Ho sempre dipinto, disegnato, creato. Adoro lavorare con le mani e mi interessa l'arte in tutte le sue forme. Quasi per caso mi sono avvicinata al mondo del contemporaneo, territorio che sto esplorando con vivo interesse e curiosità, ricercando punti di incontro tra la mia professione e questa nuova passione.