Impressione. GAM Torino rinascente (con Renoir)

Galleria d’Arte Moderna, Torino – fino al 23 febbraio 2014. Renoir pigliatutto. Code di oltre due ore in quel di Torino per visitare la mostra monografica dedicata al maestro impressionista. Ma nonostante le lunghe attese, il percorso non delude.

Auguste Renoir, Odalisque dormant, 1915-1917 - Olio su tela; 50 x 53 cm - Paris, Musée d’Orsay - © Hervé Lewandowski RMN-Réunion des Musées Nationaux/ Distr. Alinari

La Galleria d’Arte Moderna di Torino si tinge di una nuova vitalità: la coda per accedere ai 56 capolavori dell’impressionista Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 1841 – Cagnes-sur-Mer, 1919) si smaltisce in due ore con una serpentina che raggiunge la strada. Salto in un passato intramontabile, la mostra vuole celebrare, ancora una volta, un movimento artistico assai riproposto e acclamato nel tempo (come confermano le rassegne sullo stesso tema oggi a Pavia, Roma, e Milano). Vengono così messe in luce, nelle sale della GAM, l’intensa vibrazione pittorica, la ricerca di un gesto nuovo e spontaneo, la rischiosa modernità di uno dei rappresentanti di quel gruppetto di pittori emarginati, scandalosi e trasgressivi che avrebbero inventato il sistema dell’arte contemporanea. Esordendo come Refusés del Salon di Parigi nel 1863, saranno proprio gli Impressionisti, infatti, liberi da imposizioni accademiche e dai vincoli dell’ipocrisia del tempo, a dare avvio a quella forma di mercato dell’arte che ancora oggi è in vita, fondato sull’operoso scambio tra artista, gallerista, critico e collezionista.

Auguste Renoir, Danse à la ville, 1883 - Olio su tela; 180 x 90 cm - Paris, Musée d’Orsay - © Hervé Lewandowski RMN-Réunion des Musées Nationaux/ Distr. Alinari
Auguste Renoir, Danse à la ville, 1883 – Olio su tela; 180 x 90 cm – Paris, Musée d’Orsay – © Hervé Lewandowski RMN-Réunion des Musées Nationaux/ Distr. Alinari

Il percorso espositivo, di evidente importanza storica e culturale, propone un intrigante scorcio su costumi e scenografie di un periodo così ricco e affascinante come quello della Belle Époque. Le pennellate dell’artista, qua morbide e soffuse, qua nette e materiche, e i suoi giochi di ombre beffarde, dinamiche chiazze violetto e salmone, sottolineano una maestria e un’originalità del segno che ne giustificano la fama. Curata da Riccardo Passoni e Sylvie Patry, con relativo catalogo edito da Skira, la mostra propone un allestimento suddiviso, sulla scia della recente retrospettiva di Édouard Manet al Palazzo Ducale di Venezia, in nove sezioni tematiche – piuttosto che cronologiche – riprendendo l’andamento stesso della collezione permanente della GAM. Con pezzi come La lettrice, Ragazze al piano e Le bagnanti (sarà deluso, ahimè, chi è in cerca de La colazione dei canottieri o del Ballo al moulin de la galette), le opere, provenienti tutte dal Musee d’Orsay, variano così, dalla ritrattistica all’idillio del paesaggio – nei campi, sulla Senna o ad Algeri -, dalla dolce età dell’infanzia, tema assai caro all’instancabile esecutore,  alle nature morte (scelte “per far riposare il cervello”), a quella del corpo femminile, che, riproponendo l’immaginario di Tiziano e Velazquez, giace nudo e libidinoso, laddove la semplice carne ha ormai rimpiazzato le perfette fattezze della Dea.

Renoir. Dalle collezioni del Musée d'Orsay e dell’Orangerie - veduta della mostra presso la GAM, Torino 2013
Renoir. Dalle collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie – veduta della mostra presso la GAM, Torino 2013

Forse eccessive le urla infastidite di chi, non potendo più aspettare, sventola il biglietto in coda, ma la cura dello spazio, l’approfondimento del contenuto, la varietà e l’affatto deludente dimensione dei quadri invitano lo spettatore a non mancare a questo appuntamento, sperando che anche a Torino, dopo un Degas alla Promotrice e un Renoir alla GAM, viga la regola del ‘non c’è il due senza il tre’.

Clara Rosenberg

Torino // fino al 23 febbraio 2014
Renoir. Dalle collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie
a cura di Sylvie Patry e Riccardo Passoni
Catalogo Skira
GAM
Via Magenta 31
011 0881178
[email protected]
www.mostrarenoir.it

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Clara Rosenberg
Clara Sofia Rosenberg (Torino, 1990). Nel 2013/2014 studentessa all’ultimo anno della specialistica all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si orienta verso la critica d’arte creando e sperimentando il blog CONUNDRUM, oltre a recensire alcune esposizioni di gallerie d’arte e musei torinesi. Laureatasi alla triennale con una tesi su Mike Kelley e la psicoanalisi, la sua indagine si sofferma su un’arte che guarda al rapporto tra inconscio e società con un interesse specifico verso opere plastiche e installazioni. Parallelamente all’approccio teorico, porta avanti una ricerca artistica producendo opere in polistirolo, paraffina e materiale organico affrontando le questioni del corpo, della relazione familiare, della cultura ebraica e del disagio del soggetto. Prima dell’Accademia di Belle Arti ha frequentato il liceo classico e la scuola ebraica di Torino.