Un art director al museo: il caos apparente di Gianluigi Colin

PArCo, Pordenone – fino al 24 novembre 2013. L’art director del Corriere della Sera e anima delle copertine d’artista dell’inserto La Lettura, Gianluigi Colin, porta la contemporaneità al museo friulano. In un turbinio di immagini e sovrapposizioni visive.

Gianluigi Colin - Caos apparente - photo aurelio amendola

Ha visto e ha letto molto Gianluigi Colin (Pordenone, 1956; vive a Milano) e, nel frastuono della moltiplicazione delle immagini e delle rappresentazioni, il suo sguardo è riuscito a crearsi un varco per nuovi sensi e nuovi percorsi. È rassicurante vedere negli spazi di Parco una mostra come questa, una mostra che porta a Pordenone un’espressione di arte davvero contemporanea, che sa condensare linguaggi, che si insinua e sovverte i sottili trucchi della comunicazione e dei mass media.
Nuclei chiari, definiti, compongono l’arcipelago di prospettive di osservazione, nostra e di Colin, che invita il visitatore – veramente, lo obbliga – a fotografare, a entrare in questa sovvertita rappresentazione della rappresentazione del mondo: Prologo, Mitografie, Caos apparente, Relics. Declinazioni sfaccettate nel “fare” del rigoroso e coerente sistema concettuale, della tesi dell’artista. Le stanze della Villa Galvani hanno il compito di preparare il visitatore all’approccio di Colin all’immagine, alle inconsuete e spiazzanti sovrapposizioni che attualizzano opere leggendarie e assolutizzano le situazioni scelte: come con La zattera della Medusa di Géricault e le strazianti immagini di un barcone di migranti, di profughi di Lampedusa; o come con Il Cristo morto di Mantegna che si specchia nel Che Guevara di Freddy Alborta.

Gianluigi Colin - Caos apparente - veduta della mostra presso PArCo, Pordenone 2013
Gianluigi Colin – Caos apparente – veduta della mostra presso PArCo, Pordenone 2013

Finalmente troviamo un autore che sa sfruttare gli spazi della Galleria, appropriandosi delle sale e stravolgendone la stessa percezione: le migliaia di fogli attaccati ai muri di Caos apparente infatti sovvertono lo sviluppo delle pareti sghembe in una sovrabbondanza quasi esplosiva, attutendo anche il suono dei passi nello spazio, e preannunciando il silenzio a cui riduce il vocio caciarone delle pile di giornali dei relitti che seguono. Un percorso di assonanze visive che piano piano vengono ridotte al silenzio dei Relics, sparsi e muti, che chiudono la mostra.
Peccato non si sia riusciti a fermarsi di fronte a quel punto di equilibrio irripetibile nel Caos apparente certosinamente costruito da Colin, e si sia caduti nella tentazione di portare le sculture usualmente collocate negli spazi della Collezione del Comune di Pordenone nel corridoio finale, creando uno stridore quasi irrispettoso del silenzio riflessivo e stratificato così duramente costruito dal percorso espositivo, incomprensibile sapendo di avere a disposizione lo spazio necessario negli altri piani della Galleria. Ma l’omaggio che il Comune ha voluto fare a questo suo concittadino funziona e il numero di visitatori sembra confermarne l’apprezzamento.

Marianita Santarossa

Pordenone // fino al 24 novembre 2013
Gianluigi Colin – Caos apparente
Catalogo Skira
PARCO
Via Dante Alighieri 13
0434 392935
[email protected]
http://www.artemodernapordenone.it/