Achille Perilli: dipingere l’invisibile

Palazzo Reale, Napoli – fino al 7 dicembre 2013. Achille Perilli torna a Napoli a distanza di trent’anni con quaranta lavori, di cui alcuni inediti, per raccontare “Dei modi del dipingere l’invisibile”.

Achille Perilli, Tegola pompeiana, 1996 - terracotta engobbiata a bassorileivo, 64 x 48 cm - courtesy AICA|Andrea Ingenito Contemporary Art

La monografica partenopea dedicata ad Achille Perilli (Roma, 1927) è presentata in pompa magna, con tanto di vernissage a doppio step (prima nell’Appartamento Storico di Palazzo Reale a piazza del Plebiscito, poi nella galleria AICA di Andrea Ingenito a piazza dei Martiri), e di introduzione a cura del Soprintendente per i Beni Architettonici di Napoli Giorgio Cozzolino. Del resto l’evento è di tutto rispetto: l’artista, più volte presente alla Biennale di Venezia (si ricorda in particolare quella “polemica” del 1968), è stato fondatore con Accardi, Attardi, Consagra, Sanfilippo e Turcato dello storico gruppo di ispirazione marxista Forma 1.
Il maestro romano, alla soglia dei novant’anni, lavora con la medesima intensità di un tempo, e il segreto di quest’elisir di giovinezza creativa pare essere, come egli stesso afferma nella videointervista che accompagna la mostra (curata dalla giornalista Livia Iervolino e dal videomaker Pasquale Napolitano), nella “costanza” di sentire sempre nuovo il proprio lavoro: “sto nel mondo, quindi sono attuale”.

Achille Perilli, Distorto, 1997 - maiolica, 50 x 22 cm - courtesy AICA|Andrea Ingenito Contemporary Art
Achille Perilli, Distorto, 1997 – maiolica, 50 x 22 cm – courtesy AICA|Andrea Ingenito Contemporary Art

L’esposizione è organizzata in modo antologico negli spazi dell’AICA, dove sono presentate, attraverso un excursus che va dal 1947 a oggi, le opere pittoriche, e in modo romantico nell’ambulacro del Palazzo Reale, dove è in mostra il gruppo di sculture in terracotta policroma della serie Tegole pompeiane, realizzato a partire dal 1996 in omaggio alle insulae pompeiane. La selezione delle opere, sottolinea il curatore Andrea Ingenito, ”ha voluto favorire un dialogo tra la riflessione sullo spazio, espressa nelle tele, e quella sul tempo, espressa nelle sculture”. Tra i lavori esposti saltano all’occhio: l’unico olio su tela, Il calore dell’ombra, del 1956 (da questa data in poi Perilli lavorerà solo con tecnica mista) e Sorgente di luce del 2013, dove dello studio sulla percezione è oramai esaltato principalmente il valore tridimensionale, secondo un processo creativo avviato a partire dagli anni Novanta.
Intervenuta anche la figlia dell’artista, Nadja, che racconta di un amore atavico nutrito dal padre per Las meninas. È a questo punto che l’invisibile, teorizzato a tutto spiano dai presenti, si dipana in modo esplosivo: come nel capolavoro di Velázquez, nelle opere di Perilli il primo attore è il “dubbio percettivo”. Fausto Melotti sul lavoro del maestro romano scriveva nel 1998: “Il meccanismo di percezione è dato con il massimo margine di ambiguità possibile, consentendo la più ampia trasmissione di messaggi”. È bene allora attrezzarsi degli occhi sempre nuovi dell’ottuagenario maestro per vivere un mondo dove passeggiando per spazi invisibili sarà possibile attraversare luci e colori.

Luigi Rondinella

Napoli // fino al 7 dicembre 2013
Achille Perilli – Dei modi del dipingere l’invisibile
a cura di Patrizia Di Maggio e Andrea Ingenito

PALAZZO REALE
Piazza del Plebiscito 1

AICA
Via Cappella Vecchia 8a
081 5808328 / 081 0490829
[email protected]
www.palazzorealenapoli.beniculturali.it

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Luigi Rondinella
Luigi Rondinella (Caserta, 1981) è architetto, dottore di ricerca in conservazione dei beni architettonici, critico d’arte e curatore. Gestisce collaborazioni tra tecnici ed artisti per lo svolgimento di indagini sul “recupero culturale” del territorio al fine di riversare in modo eclettico attenzioni sui disagi culturali e territoriali dei contesti antropizzati campani, elaborando trasversalmente il concetto di “trasformazione”, indagato nelle sue potenzialità compositive ed espressive. Ha curato numerose mostre, tra cui: le personali: Angelo Maisto (Aversa (CE), 2011), Pietro Montone (Aversa (CE), 2010), Raffaele Bova. Instant Show per la Seconda Università di Napoli (Napoli, 2010), Vittorio Ciccarelli (Aversa (CE), 2010), Charlotte Sørensen (Aversa (CE), 2010); le collettive: Il collettivo Linea Continua Terra di lavoro (Caserta, 2011), A di A - A di arte A di architettura per l’Ordine degli Architetti di Caserta e Provincia (Caserta, 2010). Ha scritto per testate nazionali, è curatore della sezione arte della rivista dell’Ordine degli Architetti di Caserta. Dal 2011 collabora con Artribune.