Perino & Vele nella Valle d’Itria

Non fra i trulli, ma nel rigoglioso barocco di Martina Franca trovano alloggio le opere in cartapesta del duo di artisti della Valle Caudina. Un incontro di culture tutto da scoprire: c’è tempo fino al 29 settembre.

Perino & Vele - Secondoatto - veduta della mostra a Palazzo Ducale, Martina Franca 2013 - photo Beppe Gernone

Nel Palazzo Ducale, ma anche al di fuori, in piazza Roma a Martina Franca, alcuni fra i più interessanti lavori di Perino & Vele (Emiliano Perino, New York, 1973; Luca Vele, Rotondi, 1975) trovano una comoda dimora. I caldi toni del barocco pugliese abbracciano le scabre superfici di cartapesta e di ferro zincato dell’opera degli artisti all’esterno ma anche nei sontuosi interni del palazzo.
L’allestimento non è organizzato in maniera cronologica, ma come sintesi di un lavoro artistico pronto per il suo Secondoatto, l’anno prossimo, quando il duo compierà vent’anni di unione; le opere, che si articolano nelle sale, si adattano agli spazi espositivi, interagiscono con essi, si arricchiscono di significati e prendono nuova luce dai colori che si riflettono dalle pareti affrescate.
I dialoghi immaginari di Silvio Berlusconi vs Vladimir Putin, Carol Wojtyla vs George W. Bush, Osama Bin Laden vs Mahmud Ahmadinejad, Achille Bonito Oliva vs Mary Carey, Neil Young vs Deng Xiaoping, del 2008, finalmente avvengono in quella che sembra essere una sala da cerimonia, per un pranzo a cui manca solo il tavolo e in cui i commensali sono le opere. E Help??, vista per la prima volta alla personale del 2011 presso la Fondazione Pomodoro a Milano, incontra il suo contrappunto nel giro di drappeggi alle pareti. I personaggi della Sala del Mito, invece, sembrano pronti a scendere dalle pareti per accomodarsi sulle poltroncine di Senza titolo (Discarica) e, prima di entrare nella Cappella dei Duchi, c’è un borsone di offerte già pronto per i marinai: Portalo al porto. Fantasie? Certo. Ma anche un modo di giocare con l’arte e di sottolineare quanto il contemporaneo prenda vita grazie all’integrazione con il passato, come acquisti significato inserendosi nella prospettiva storica che lo ha scaturito.

Perino & Vele - Secondoatto - veduta della mostra a Palazzo Ducale, Martina Franca 2013 - photo Beppe Gernone
Perino & Vele – Secondoatto – veduta della mostra a Palazzo Ducale, Martina Franca 2013 – photo Beppe Gernone

Il percorso dell’antologica inizia e si conclude nella piazza antistante il palazzo con The end of second act: pelle d’elefante crivellata di colpi, stesa ad asciugare come fosse stata, nonostante tutto, appena conciata. Scultura utilizzata come stendardo per la bella mostra che si svolge nelle sale, ma che non riesce a rappresentare al meglio. Unico neo dell’esposizione, infatti, è quel brutto accrocchio al quale è sospesa l’opera; un particolare significativo dell’allestimento che avrebbe meritato maggiore attenzione e cura, prima di tutto perché esposto al flusso continuo dei visitatori del centro storico e in secondo luogo perché si sa, anche nell’arte, il diavolo è nei dettagli.

Giovanna Procaccini

Martina Franca // fino al 29 settembre 2013
Perino & Vele – Secondoatto
a cura di Marta Ragozzino
PALAZZO DUCALE
Piazza Roma
080 5285231
www.spsae-ba.beniculturali.it

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Giovanna Procaccini
Giovanna Procaccini, nata a Napoli, vive a Milano. È laureata in architettura e specializzata in storia dell’arte all’Università degli Studi di Napoli Federico II. È diplomata come addetto alla conservazione e restauro dei dipinti su tela. Critica e curatrice, si occupa d’arte contemporanea in ogni suo aspetto. Ha lavorato come assistente presso la Cardi Galleria d’Arte di Milano e la Galleria Alfonso Artiaco di Napoli. Ha svolto contratti a progetto con il PAN | Palazzo delle Arti Napoli e con la Fondazione Internazionale Studi Superiori di Architettura. Si è occupata di didattica per Progetto Museo e per gli Amici dei Musei - Sezione Giovanile di Napoli. Ha curato mostre di architettura e di artisti emergenti presso spazi pubblici e private gallerie d’arte. È stato consulente tecnico d’ufficio per il Tribunale di Napoli e svolge ruolo di consulente per collezionisti d’arte. Collabora con il tour operator dell’arte Elesta Travel di Milano. Ha collaborato con le piattaforme editoriali Exibart e Zero. Dalla sua fondazione, nel 2011, collabora con Artribune.