Contrasti al Camden Art Centre

Il Camden Art Centre, nel calmo quartiere londinese di Hampstead, presenta fino a fine settembre due mostre: “Dirty Looks” di Emma Hart e “All I have learned and forgotten again” di Jockum Nordström. Una doppia personale che vive di contrasti.

Emma Hart - Dirty Looks - veduta della mostra presso il Camden Art Centre, Londra 2013

L’opera di Emma Hart (Londra, 1974) è accattivante: contiene tutti gli ingredienti necessari (nuovi media, riferimenti sessuali e sociali) per avvicinarsi al cliché di una mostra di successo. Nonostante ciò, la cacofonia proveniente dalla sua installazione, che assomiglia fin troppo ai rumori dell’affollata metropolitana londinese, potrebbe respingere lo spettatore e invogliarlo a iniziare dalla mostra di Jockum Nordström (Stoccolma, 1963).
Il contrasto è notevole: la stanza rigorosamente silenziosa, le piccole cornici in legno chiaro e i disegni su fondo bianco danno l’impressione di essere in una galleria svedese. Dall’analisi dei suoi disegni, acquerelli e collage nasce il suo universo complesso in cui è facile immergersi grazie anche alla curatela metodica, classica ed efficace (suddivisione per data e tecnica).
Un mondo dai tratti infantili creato da contrasti: le figure puerili, le cui parti del corpo sproporzionate ricordano il Cubismo, e gli atti sessuali rappresentati con gli occhi di un bambino, che allo stesso tempo è un voyeur innocente ma consapevole; gli scorci disegnati con maestria e le figure grossolanamente accennate, la cui indefinitezza lascia spazio all’immaginazione.

Jockum Nordström - All I have learned and forgotten again - Camden Art Centre, Londra 2013
Jockum Nordström – All I have learned and forgotten again – Camden Art Centre, Londra 2013

L’uso dei collage è altrettanto affascinante perché sempre in stile naïf, però, in questo caso, più legato a una “infanzia della natura”. I ritagli di figure animalesche, dai contorni semplici e posti su fondi tinta unita di grandi dimensioni, ricordano infatti graffiti preistorici.
La forza della mostra di Nordström è indiscutibile, ma allo stesso tempo inevitabilmente legata a quella di Hart, la cui installazione indagare la vita reale nei suoi riti quotidiani, che comportano un bombardamento di immagini e suoni. Il contrasto tra le due rassegne è tale che sembrano paradossalmente far parte di un unico progetto, il cui fil rouge è dettato da “storie folcloristiche” e “miti urbani”. Il dubbio sorge anche per una scelta curatoriale: il tavolo da lavoro di Nordström invade infatti lo spazio del corridoio che collega le due mostre.
D’altra parte, la mostra di Hart, se vista singolarmente, sarebbe una pedante ripetizione di qualcosa di già visto, che sia un’altra installazione o la quotidianità. Posta invece in correlazione con la mistica calma di Nordström, fa riflettere su un tema sicuramente non nuovo ma ben più importante: in un mondo bombardato di suoni e immagini, c’è qualcuno che riesce, grazie a un “old” media, ad aiutarci a ritrovare l’immaginazione che crescendo abbiamo dimenticato (All I have learned and forgotten again).

Alessandra Orlandi

Londra // fino al 29 settembre 2013
Emma Hart – Dirty Looks
Jockum Nordström – All I have learned and forgotten again
CAMDEN ARTS CENTRE
Arkwright Road
+44 (0)20 74725500
[email protected]
www.camdenartscentre.org

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Alessandra Orlandi
Alessandra Orlandi è nata a Parma nel 1988. Da sempre residente a Milano, ha studiato Storia dell’arte all’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente ha conseguito la laurea specialistica in Arti Patrimoni e Mercati all’Università IULM. Durante i suoi studi ha collaborato insieme ad altri colleghi universitari con La Triennale di Milano per la curatela della mostra “Igort. Pagine Nomadi”. Appassionata di arte contemporanea e affascinata dalla moda e dal design, si definisce “itinerante” per seguire la sua passione e proseguire il suo lavoro nel mondo dell’arte.