Le microstorie di Michael Fliri

Narrazioni su schermo. Michael Fliri approda a Torino, negli ampi spazi del Centro Videoinsight, con una selezione di lavori recenti. Il tema? La trasformazione. Fino al 5 aprile.

Michael Fliri - veduta della mostra presso il Centro Videoinsight, Torino 2013

A suo modo, ogni video è una piccola narrazione. Non sempre c’è un inizio e una fine, i dialoghi sono assenti ma l’azione non manca di certo. In ogni storia il protagonista assoluto è l’artista sud-tirolese Michael Fliri (Tubre, 1978) che da un decennio sfoga la sua passione per il travestimento, realizzando video dal sapore amatoriale, dove quello che conta è l’indagine sul corpo e sulle sue reazioni. “Di una trasformazione mi interessano le varie fasi, l’energia impiegata e il risultato di ogni mutamento”, ha detto una volta Fliri durante un’intervista. Negli ampi spazi di Videoinsight, ex fabbrica d’inchiostro ottocentesca, situata a due passi dalla chiesa Gran Madre di Dio, si possono vedere i suoi lavori più significativi, come Getting too old to die young, trilogia-video realizzata al compimento dei trent’anni dell’artista, e I’m in hell and I’m Alone, dove lo si vede sballottato da una situazione ad un’altra come un ping pong, in una sorta di omaggio al cinema muto.

Claudia Giraud

Torino // fino al 5 aprile 2013
Michael Fliri
CENTRO VIDEOINSIGHT
Via Bonsignore 7
[email protected]
www.videoinsight.it/centro

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
  • Eija Tarkiainen

    A chi appartiene un’opera d’arte? Chi devono esserne beneficiari? Dove sta il confine tra la vita e arte? Qual’è il modo e il luogo giusto per proporli? Chi è legittimato a parlarne e a presentarla? Da finlandese, dove arte da sempre viene vissuto e percepito come forza trasformatrice e non come arte da ooservare da lontano, solo da conoscrne i titoli e parlarne da intenditori, sono stata per giorni con una gioia sottile nel aver trovata una persona come Rebecca Russo, che desidera condividere con gli altri ciò che in prima persona ha vissuto. E lo fa con coraggio, competenza e estrema delicatezza. Qualità rare, oggi.

  • roberta torre

    gentile Sig Eija libero pensiero sempre. Ma giusta onestà nei confronti di professionalità che non vanno confuse o mal interpretate nel momento in cui a farne le spese sono dei fruitori spesso con dei problemi da risolvere. L’arte utilizzata come terapia è un discorso molto sottile e delicato. Non se ne può abusare in questo modo. Perdoni il mio pensiero, ma io non ho trovato serietà alcuna in tutto ciò.
    Cordiali saluti
    Roberta Torre

  • Eva Martinez

    Ho avuto il piacere di visitare la mostra a Torino, e ho anche avuto il piacere di conoscere la Dott.ssa Rebecca Russo, padrona di casa, che ha spiegato con attenzione e passione il suo metodo Videoinsight.
    Ho trovato una perfetta sintonia tra contenuto, forma e metodo, così come con lo spazio in cui vengono esibiti i film.
    Sono state presentate le opere senza nessuna guida nella mia interpretazione o stimolo lasciando liberi ogni sensazione o suggerimento interiore, gesto che ho molto apprezzato. Ho percepito nell’insieme una estrema cura dei dettagli e della scelta, oltre a una molto cordiale e sincera ospitalità.

  • roberta torre

    La cordiale ospitalità non la si mette in dubbio. Lo spazio di alto livello, un loft in tutte le sue declinazioni dell’essere. Ma la modalità l’ho trovata alquanto in stile televendita. E chi ne esce distrutto è il lavoro dell’artista. Ma vedo che ormai è più importante riconoscere un contenitore e non un contenuto.
    Roberta Torre