“Come quando si pittura una porta”. Alan Charlton a Napoli

L’eleganza del grigio segna il tempo della nuova personale napoletana di Alan Charlton nei nuovi spazi di Alfonso Artiaco a Napoli. Con un florilegio di opere realizzate tra il 1991 e il 2012, in mostra fino al 24 marzo.

Alan Charlton, Painting in 2 greys 4 parts, 2000

Le tonalità del grigio proposte da Alan Charlton (Sheffield, 1948) per la sua settima personale da Alfonso Artiaco invitano a riflettere su un felice approccio artigianale che trasforma l’opera in pratica quotidiana, in esercizio costante, in verifica, in scelta, in ricerca del materiale. Il grigio è, per l’artista (“Io sono un artista che fa quadri grigi”, puntualizza), un tono che esprime melancolia, un pigmento cromatico utile a decifrare l’atmosfera della vita metropolitana.
Le sue composizioni sono strutture geometriche al limite della limpidezza che si pongono come segni (il segno è, secondo l’indicazione di Barthes, “una realtà a due facce”), come brani di un più ampio discorso, di un progetto che si dilata sulla parete – sulla pagina bianca della galleria – per costruire formule ambientali. La cui ritmica si impone nello spazio espositivo per trasformarlo, inglobarlo all’interno dell’opera, utilizzarlo come superficie necessaria a definire le forme.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 24 marzo 2013
Alan
Charlton
ALFONSO ARTIACO

Piazzetta Nilo 7
081 4976072
[email protected]
www.alfonsoartiaco.com

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).