La pittura come lingua naturale

Due mostre concomitanti. A Tortona va in scena la figura. A Bologna gli oggetti. In “Scatole sceniche” è protagonista l’ovvietà del quotidiano. Fino al 28 febbraio, alla Galleria Forni, vanno in scena invece gli “Indizi giornalieri”. Paolo Quaresima curato da Beatrice Buscaroli.

Paolo Quaresima, Offley, 2012

L’Italia ritorni a essere “il Paese della pittura”. Questo l’invito che Beatrice Buscaroli premette alla mostra di Paolo Quaresima (Merano, 1962). Un’Italia uscita di scena, nonostante il contributo offerto alla storia della pittura. Il destino di quest’ultima, considerata troppo borghese e tradizionale, sembra essere confinato a un ruolo di forte contrapposizione con il carattere sociale, comunemente condiviso, della videoarte. Perché ricercare sempre la provocazione, la trasgressione, significa render conto di un unico aspetto di fronte a una realtà, secondo Quaresima, molto più complessa.

Paolo Quaresima, Offley, 2012
Paolo Quaresima, Offley, 2012

Sono immagini ad alta definizione, le sue, in cui a essere messo a fuoco è soprattutto il dettaglio. Un silenzio naturale nasce da quel rapporto di continuità tra pittura e realtà. La tecnica conserva un’importanza assoluta. Rispetto alle opere esposte a Palazzo Guidobono di Tortona, sparisce la figura e l’umano resta attraverso le tracce lasciate sulle cose. Non è facile indagare la banalità del quotidiano avendo come fine la poesia. Queste “scatole sceniche” diventano dei piccoli teatrini di oggetti per sognare la vita di chi li ha usati.

Antonella Palladino

Bologna // fino al 28 febbraio 2013
Paolo Quaresima – Indizi giornalieri
a cura di Beatrice Buscaroli
GALLERIA FORNI
Via Farini 26
051231589
[email protected]
www.galleriaforni.com

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Antonella Palladino
Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, negli anni napoletani svolge degli stage presso la Fondazione Morra e il Pan, collabora poi come assistente con la galleria Umberto Di Marino. Fondamentale si rivela essere l’esperienza presso l’ufficio comunicazione del Mart di Rovereto. È assistente di Filippo Tattoni-Marcozzi per un breve e felice periodo. Si trasferisce in Trentino Alto-Adige e inizia l’attività di critico scrivendo per diverse riviste tra cui Artribune e Juliet Art Magazine. Cura delle mostre per la galleria Paolo Erbetta, Stop Motion di Alessio Rota e Noisy di Gianluca Capozzi. A Benevento presenta Lichtkammer dell’altoatesino Harry Thaler. Per ora lascia il Trentino e inizia una nuova avventura.