Lisa Batacchi e il cerchio perfetto

Tra zen e ready made, verso il sogno di un’esperienza partecipata. Dallo spazio-studio di SLT art initiatives, l’arte di Lisa Mara Batacchi approda a Prato, sempre alla ricerca di coincidenze e relazioni. Da LATO, fino al 12 gennaio.

Lisa Mara Batacchi - Fai sfumare l'immagine, avvicina le dita e poi allontanale di nuovo

La circonferenza tomista che in ogni sua parte corrisponde al centro, è un paragone errato ma prezioso per leggere l’arte di Lisa Mara Batacchi (Firenze, 1980; vive a Firenze e Milano). La sua ricerca s’impernia piuttosto sulle filosofie/religioni orientali, con larghi ammiccamenti alla più recente storia dell’arte. Ma tra i molti objet trouvé che scandiscono l’allestimento, l’idea costante è che l’arte venga all’artista come coincidenza (non tanto) casuale. Solo il rapporto con l’altro (amico, familiare, o semplice visitatore), permetterà di stringere in un abbraccio quel dono offerto, ma difficile da vedere. Un discorso sviluppato con logica tanto stringente da rischiare la trappola del cerchio, che isola l’artista al suo centro. E Lisa Batacchi sceglie di giocare proprio su questa soglia, tra chiusura e apertura, dove al ricircolo delle stagioni seguirà sempre la novità della primavera.

Simone Rebora

Prato // fino al 12 gennaio 2013
Lisa Mara Batacchi – a day will come in which we will all be poets
a cura di Spela Zidar
LATO
Piazza San Marco 13
057 4071696
[email protected]
www.lato.co.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.