Sprezzature isolane a Palermo

Un gruppo di artisti siciliani incontra un gruppo omologo proveniente da Sassari. Uniti sotto il segno dell’Italia rivesciata di Fabro, gli isolani del Belpaese sono in mostra a Palermo da Zelle, Fino alla vigilia di Natale.

Sebastiano Mortellaro, Caterpillar D-9, 2008, photo Noemi La Pera

Una croce in celle fotovoltaiche inserita nel contesto del quartiere, due reti arrugginite di un letto matrimoniale arrivato da Catania, una pseudobussola non funzionante tracciata a terra, un audio fastidioso proveniente da una fabbrica – soundtrack di un fermo immagine di macchine da lavoro inattive –  sono le opere degli artisti Studio++, Giuseppe Lana, Giovanni Termini e Sebastiano Mortellaro presentate dal curatore Alberto Zanchetta allo spazio Zelle Arte Contemporanea di Palermo. Da L.E.M. (Sassari) arrivano invece materiali di documentazione dei lavori di Fabio Melosu, Chiara Seghene, Stefano Serusi e Carlo Spiga contenuti in una cassettiera di legno aperta a mo’ di archivio di “avanzi”. Operazione archivistica che anche gli artisti siciliani faranno con lo spazio sardo.

Documentazione delle opere di Fabio Melosu, Chiara Seghene, Stefano Serusi, Carlo Spiga – photo Noemi La Pera

Uno scambio tra Sicilia e Sardegna, un dialogo accomunato dal riferimento a Luciano Fabro e alla sua Italia a testa in giù che celava nel retro le due italiche isole. Sprezzatura come dissimulazione, apparenza ed essere che non coincidono, anzi stridono. In un clima rumoroso come quello di Palermo, che oggi mobilita grandi masse di artisti e docenti spinti dalla neoeletta gestione politica attorno all’apertura di Zac – nuovo esperimento per l’arte contemporanea dei cantieri della Zisa – la piccola mostra di Zelle si pone come momento di pausa e riflessione. Lo spirito alla collaborazione (homo dialecticus), l’arte come lavoro (homo faber) e l’archivio come parte integrante del processo sono solo alcuni dei tanti spunti di lettura di una mostra discreta e ben strutturata.

Katiuscia Pompili

Palermo // fino al 24 dicembre 2012
Sprezzatura. Homo Faber, Homo Dialecticus
a cura di Alberto Zanchetta
ZELLE ARTE CONTEMPORANEA
Via Fastuca 2
www.zelle.it

 

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Katiuscia Pompili
Nata a Catania, ha studiato a Napoli Conservazione ai Beni Culturali all’Università Suor Orsola Benincasa laureandosi con una tesi in arte contemporanea su Nan Goldin. Fa parte del gruppo di curatori usciti dalla scuola salernitana dei critici Angelo Trimarco e Stefania Zuliani tra cui Eugenio Viola, Antonello Tolve, Maria Giopvanna Mancini e Stefano Taccone. Ha svolto un primo stage alla galleria T293 di Napoli e si è quindi trasferita a Torino dove ha vissuto due anni abilitandosi all’insegnamento della Storia dell’Arte e frequentando sia gli ambienti del sistema dell’arte sia quelli indipendenti e sperimentali. Ha vissuto a Valencia dove a collaborato con la storica galleria Puchol. Attualmente vive tra Catania e Palermo dove svolge attività di indipendent art curator e free lance per riviste di settore come Tribe Art e Artribune e webzine indipendenti come Clap Bands Magazine; frequenta un master in Conservazione delle opere d’arte contemporanee all’ Accademia di Palermo. Ha recentemente iniziato a collaborare come curatore per BOCS e ha fondato Parking 095, contemporary space no profit e nomade il cui scopo è quello di creare attraverso incontri, studi ed esposizioni una discussione sull’arte contemporanea, anche in Sicilia.