Gillick & LeWitt: manuale e mentale

Nei nuovi spazi della Galleria Alfonso Artiaco si confrontano due giganti dell’arte minimal: Liam Gillick e Sol LeWitt. Forme, colori e possibili significati. La potenza dell’astrazione, in mostra a Napoli fino al 26 gennaio.

Liam Gillick - Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2012

È una scansione ritmica morbida, fredda e fluida, quella proposta da Liam Gillick (Aylesbury, 1964; vive a New York). Ma anche un orizzonte in cui mentale e cromatico coincidono per tessere una narrazione suddivisa in quattro ambienti, in quattro mosse. Quattro lezioni che, se da una parte evidenziano la volontà di produrre atmosfere candide ai limiti dell’astrazione e della plasticità, dall’altra mostrano l’approccio all’opera d’arte da un’angolazione più ampia. Legata alla verifica dei propri procedimenti interni e contestualmente a quella dell’ampia soglia creativa che investe la specie umana.
Accanto alle Four Proposition Six Structures (2012) di Gillick, che si dipanano con eleganza nei nuovi spazi della Galleria Alfonso Artiaco, le 12 Piramids (1986) di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007) aprono un orizzonte sulle potenzialità della forma. Su una modalità costruttiva e costitutiva che fa da viatico felice a una serie di contrade visive che spostano l’asse da un piano espressivo a uno riflessivo, di ordine squisitamente metalinguistico.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 26 gennaio 2013
Liam Gillick / Sol LeWitt
ALFONSO ARTIACO
Piazzetta Nilo 7
081 4976072
[email protected]
www.alfonsoartiaco.com

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).
  • beapa

    Finalmente posso parlare con tranquillità della nuova galleria di Artiaco. Lo spazio in se è bello, non c’è che dire, ma l’ubicazione è pessima. Se il luogo può far felice un americano in cerca di un pò di “colore locale” il visitatore abituale invece rimane sconcertato. La sera dell’inaugurazione di fronte al portone principale un bel pò di immondizzia sparsa quà e là e diverse bancarelle di vu cumprà che occupavano il poco spazio a disposizione della antistante micro piazzetta. Inoltre non mi sembra un posto molto sicuro. Prima di visitare una mostra consiglio tutti i potenziali interessati di indossare capi modesti e togliere orologi di pregio e gioielli.

  • Rosario Bini

    SONO TERRORIZZATI ALCUNI AMBIENTI DALL’APERTURA DI QUESTO SPAZIO.

    LA GALLERIA E’ BELLISSIMA SITUATA IN UNO DEI PALAZZI ARISTOCRATICI DEL CENTRO STORICO E NON IN CULONIA IN ORRIBILI ARCHITETTURE POST-INDUSTRIALI.

    QUEL FINALMENTE POSSIAMO PARLARE E’ FORSE PERCHE’ IL SUCCESSO DELL’APERTURA E’ LONTANO?

    I SUOI CONSIGLI SONO UNA VOLGARE INSINUAZIONE ANTINAPOLETANA NESSUN INCIDENTE E’STATO SEGNALATO DA TEMPO IMMEMORE.

    IL SUO PSEUDOMINO CHE LA NASCONDE RIVELA QUANTO POCO CORAGGIO HA LEI

  • beapa

    Mi scusi Bini forse lei non sa che non è buona educazione scrivere in maiuscolo. In ogni caso la sua sparata se la tenga per lei e scenda dal piedistallo, qui finora nessuno l’ha nominata difensore della napoletanità.

    • Rosario Bini

      Nessuna sparata e nessun piedistallo è lei che definisce pessima la zona di Napoli a più alta concentrazione turistica e lei che si preoccupa di dare consigli per evitare ai visitatori di subire chissà quali rapine a mano armata. Come vede mia mamma non mi ha mai detto che era da scostumati scrivere con la maiuscola e quindi lo diamo per buono; ma la mia mi ha sempre detto che si è vili se ci si nasconde come fa lei. Del resto solo un artista fallito o un gallerista marginale può scrivere falsità come ha fatto lei.

  • bipi

    Artiaco ha davvero bisogno dei migliori auguri per il suo coraggio. E basta con le ipocrisie: si è andato a infilare in un far west… Non so dove vivi, Bini, ma essere aggrediti dalle bande di teppistelli del centro storico, non dico alle 10 di sera, ma in pieno giorno, non è piacevole. Ne faranno presto esperienza le dame da vernissage? (sempre sperando che non torni l’emergenza rifiuti, perché non so se qualcuno di voi si ricorda com’erano conciati i decumani)

  • mina

    Il luogo si occupa di ben altro,
    forse ha sbagliato mittente