Dalla poesia alla videoarte. Balestrini combinatorio

Si presenta come “il film più lungo del mondo”. E dopo le 2.400 ore di proiezione a Kassel, “Tristanoil” di Nanni Balestrini approda a Firenze per proseguire (teoricamente) fino all’infinito. Da Frittelli, fino al 15 dicembre

Nanni Balestrini - oil-3672 - still frame dal video Tristanoil - 2012

Il “novissimo” Nanni Balestrini (Milano, 1935; vive a Roma e Parigi), dopo aver dato alla luce Tristano, il romanzo “scombinato” dall’intervento del computer (le cui copie sono tutte diverse l’una dall’altra), vi aggiunge il petrolio di Dallas per produrre un infinito-metraggio sul degrado e l’indiscriminato sfruttamento del globo. Il montaggio dei materiali video (piattaforma hard-disk predeterminata) è interamente affidato a un software, che li ricombina di volta in volta in sequenze successive.

L’unicità di ogni “capitolo” è garantita dalla manipolazione aleatoria di suono e immagini, intervallate da scritte e slogan, e filtrate infine da un “effetto olio” diffuso. Come contorno al filmato auto-generantesi, una ricca raccolta di poesie visive dell’ultimo Balestrini – forse non il meglio della sua produzione – fornisce però le coordinate concettuali indispensabili per la visione.

Simone Rebora

Firenze // fino al 15 dicembre 2012
Nanni Balestrini – Tristanoil
FRITTELLI ARTE CONTEMPORANEA
Via Val di Marina 15
055 410153
[email protected]
www.frittelliarte.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.