L’arte in vetta. Dolomiti Contemporanee giunge a Casso

La salita è tortuosa, il percorso verticale. Tanto meglio, poiché è nello sforzo estremo che il corpo e lo spirito si temprano, e questo lo sa bene Dolomiti Contemporanee. Che ora giunge a Casso, tra Prealpi Bellunesi e Dolomiti Friulane, per una nuova mostra.

Ericailcane e Kabu - photo G. De Donà

Seguire un richiamo, quello del pensiero creativo, che chiede a gran voce di essere liberato: questa la missione di DCNext, giunto nel piccolo paese di Casso in provincia di Pordenone. Qui l’ex scuola elementare, chiusa dal 1963 a causa della tragedia del Vajont, ha rivisto la luce e ripreso vita grazie all’intervento di Gianluca D’Incà Levis, che ha concepito e avviato dal 2011 un progetto ben strutturato, forte dell’idea che l’arte sia uno dei mezzi più potenti per ricercare un dialogo con l’ambiente, ma soprattutto per riqualificare territori e luoghi abbandonati, emarginati, orfani di vita. Perché sono proprio quei luoghi vuoti, silenti, ad avere un potenziale espressivo straordinario: possono divenire casse acustiche la cui voce produce un’eco tanto forte da infrangere la barriera dei monti.
Bilico è il titolo di questa prima esposizione, a richiamo delle peculiarità dello stesso spazio espositivo, posto in equilibrio precario: a pochi passi dall’entrata il vuoto, di fronte il monte Toc con le sue ossa esposte – la parte mancante riecheggia ancora nell’aria – e la flebile presenza umana (poche anime dalla memoria congelata). L’edifico risanato, la cui facciata esterna rimane fedele alla storia con tracce ben visibili, accoglie opere di numerosi artisti che si sono congiunti al territorio per riportarne alla luce le potenzialità e le verità.

Per citare quattro tra le valide e attuali riflessioni che la mostra accoglie: il video Welding an anchor point di Mario Tomè, che indaga sulla situazione sempre sospesa dell’uomo e il suo bisogno di equilibrio, di sicurezza; di una base stabile per relazionarsi allo spazio e alla società. Come in Sistema di arrampicamento, installazione piana di Ludovico Bomben e Marina Ferretti, dove lo sviluppo rampicante della natura, riprodotto con un segno grafico pianificato, crea un sistema di risalita in attesa di riempimento; una mappatura atta ad aprire le strade per gli infiniti percorsi che la natura –uomo compreso- può intraprendere.
Di operazioni matematiche si serve anche Luca Chiesura in The man woth the goldenarm, per sottolineare il bilanciamento precario che sta tra tutti gli opposti di cui sono costituiti l’essere umano e il mondo stesso: organismi – forse calcolabili? – in continuo divenire. Lo stesso divenire, presente in Impulse di Gabriele Grones, si tinge di toni freddi, acquatici e celesti al tempo stesso, che rimandano al desiderio di risalita, alla volontà di scalare, di riuscire, di raggiungere.

Michele Bazzana – Prana – photo G. De Donà

Il tutto in perfetto accordo con il Nuovo Spazio di Casso che è una realtà in evoluzione, dove si lavora, si progetta, si ricerca; dove tutto è in costruzione, tutto è iniziato e nulla è finito, poiché solo la finitudine è d’ostacolo alla crescita.

Arianna Licori

Casso // fino al 4 novembre 2012
Bilico
a cura di Gianluca D’Incà Levis
artisti: Matteo Attruia, Michele Bazzana, Ludovico Bomben, Luca Chiesura, Dimitri Giannina, Ericailcane, GabrieleGrones, Kabu, Tiziano Martini, Derek Rowleiei, Mario Tomè, Jonathan Vivacqua
EX SCUOLA ELEMENTARE
Via Sant’Antonio 1
338 1492993
[email protected]
www.dolomiticontemporanee.net

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Arianna Licori
Arianna Licori nasce a Dolo il 18 giugno 1987. Nel 2008 si laurea in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo Indirizzo Pittura e nel 2012 ottiene la Laurea Specialistica in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo con Indirizzo Scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2008 partecipa a diversi eventi espositivi. Attualmente vive a Mirano dove si occupa d’arte, architettura, filosofia, moda, ambiente e alimentazione naturale.