La Bevilacqua in trasferta dolomitica

Gli artisti della Bevilacqua La Masa in residenza – fino al 21 ottobre – nel Blocco di Taibon. Le loro opere, come display plastici-analitici, interagiscono socialmente con la piccola comunità dolomitica. E la riflessione, da estetica, diviene esistenziale.

Abitanti Abitati - veduta della mostra presso la ex Fabbrica Visibilia, Taibon Agordino 2012 - photo Giacomo De Donà

Dopo il primo ciclo espositivo, riparte decisa Dolomiti Contemporanee, che presenta sette mostre e coinvolge altri 30 artisti. Abitanti/Abitati è una poliedrica collettiva di diversi giovani artisti della Fondazione Bevilacqua la Masa e affronta il tema, mai saturo di spunti e nuove configurazioni, che mette in relazione lo spazio e chi lo vive.
Un tema molto vicino al quotidiano, ma non per questo scontato. Partendo dal presupposto che ciascuno porta con sé l’influenza del luogo in cui vive, subendone costantemente la presenza e viceversa, le stanze, i corridoi, i cortili parlano di coloro che li abitano.
Riccardo Banfi, Teresa Cos e Luigi Leaci hanno lavorato direttamente nella residenza di Taibon. Dalla loro permanenza sono scaturiti lavori intensi e socialmente integrati. Banfi ha ritratto musicalmente Taibon, riarrangiando le note de La Taibonera, canzone d’amore popolare. Il brano, che non era mai stato registrato prima, è entrato così nella case dei taibonesi grazie alla programmazione radiofonica. In questo modo, l’arte è diventata strumento di analisi antropologica e integrazione, e l’artista ha costruito un contatto reale e diretto, non un’opera autoreferenziale, estranea al contesto che l’ha nutrita.

Abitanti Abitati - veduta della mostra presso la ex Fabbrica Visibilia, Taibon Agordino 2012 - photo Giacomo De Donà
Abitanti Abitati – veduta della mostra presso la ex Fabbrica Visibilia, Taibon Agordino 2012 – photo Giacomo De Donà

Cos propone, con una proiezione frammentaria dei suoi scatti fotografici impressi durante la permanenza a Taibon, una storia immaginaria basata su incontri casuali e suggestioni rese attraverso il suono distorto della registrazione del torrente Cordevole.
Leaci, dopo una ricerca su materiali d’archivio, ha riflettuto sul paradosso dei ritmi vitali, mettendo in luce il movimento ripetitivo e ossessivo che vi è nel rapporto abitante/abitato. Partendo dall’analisi del sistema minerario della zona, area storica d’estrazione, la sua installazione consiste in una piramide di sale, che rappresenta l’immobilità dell’abitato, corroso da un’infiltrazione d’acqua mescolata al rame che, cadendoci ciclicamente sopra, ne cambia forma e colore. Sulla parete da cui proviene l’infiltrazione sono installate poi a strati le stampe di un ciclo fotografico notturno che ritrae la zona.
La riflessione attinge al quotidiano, al ripetersi delle azioni, delle emozioni e al ribaltarsi delle stesse, proprio come accade nella vita.

Carlotta Viani

Taibon Agordino // fino al 21 ottobre 2012
Abitanti/Abitati
Artisti: Riccardo Banfi, Blauer Hase, Teresa Cos, Martina Della Valle, Luigi Leaci, Laura Lovatel, Emanuele Marcuccio, Federica Menin
a cura di Stefano Coletto
FABRICA EX VISIBILIA
Località Campagna 1
0437 62221
[email protected]
www.dolomiticontemporanee.net

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Carlotta Viani
Carlotta Viani, nata nel 1984 ad Asolo e cresciuta a Feltre, si trasferisce a Venezia nel 2003 dove si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia di Ca' Foscari. Dopo la specializzazione in restauro e conservazione delle pellicole cinematografiche, approda a Bologna per realizzare il suo sogno d'archivista. Nel frattempo svolge diverse attività nel campo della comunicazione multimediale e frequenta un master in europrogettazione. Da gennaio 2012 vive a Lipsia, dove lavora per un'organizzazione che si occupa di programmi di formazione europei.