Dall’altro lato dell’obiettivo. Lazin da modella a fotografa

Nelle notti modaiole fiorentine, c’è anche chi cerca l’assoluto. E fra tessuti, ricami e organze, la fotocamera di Alyssia Lazin rivela fiori d’acqua, trame di armonie nascoste, primordi o origini del mondo. Da Aria, fino al 21 ottobre.

Alyssia Lazin - To Nirvana - 2012

Alyssia Lazin (Lebanon; vive a Lucca e Sarasota), dopo la lunga e fortunata carriera di modella, ne ripercorre le tracce ponendosi dall’altra parte dell’obiettivo, e spingendolo fin dentro le pieghe del vestito. Per la serie ospitata da ARIA e inaugurata durante la Vogue Fashion’s Night Out, l’artista ha visitato negli anni negozi, set teatrali e cinematografici, ricercando nelle curve e cromie dei tessuti la possibilità di fotografare “dipinti astratti”.

Il risultato, intimo e seducente, invita a esplorare ancora più a fondo queste infiorescenze d’organza, per scoprirne le armonie sottese. Unica pecca dell’esposizione, i titoli eccessivamente didascalici, che nel favorire l’interpretazione immediata rendono anche meno incisiva quell’apertura sul mistero del reale (unfolding, appunto) che ognuno di questi scatti tenta garbatamente.

Simone Rebora

Firenze // fino al 21 ottobre 2012
Alyssia Lazin – Unfolding
ARIA ART GALLERY
Borgo Santissimi Apostoli 40r
055 216150
[email protected]
www.ariaartgallery.com

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.