Bergamo riscoperta

Inaugurata a Bergamo la seconda tappa del progetto “contemporary locus”, curato da Paola Tognon. Una serie di tre mostre che si prefigge lo scopo di esplorare luoghi reconditi, nascosti e dimenticati della città. E di reinterpretarli, facendoli dialogare col presente grazie all’intervento dell’arte contemporanea.

Steve Piccolo - Michael's Fire - 2012 - Cannoniera di San Giacomo, Bergamo - photo Maria Zanchi

Dopo il Luogo Pio Colleoni, la rassegna contemporary locus apre al pubblico la Cannoniera di San Giacomo, un vano sotterraneo scavato all’interno delle mura cinquecentesche di Bergamo. Concepito come passaggio militare, riconvertito a deposito di valori di una banca negli Anni Quaranta, era fino ad oggi chiuso e visitabile solo su richiesta.
Al suo interno, la film-maker Anna Franceschini (Vigevano, 1979; vive a Bruxelles e Milano) e l’artista “musicologo” statunitense Steve Piccolo (New Hampshire, 1954; vive a Milano) si sono confrontati, cercando di rileggere questo luogo, che per sua natura si configura come pregno di storia e significati; un compito difficile, nel quale i due artisti si sono cimentati con risultati davvero interessanti.
Esplorando l’angusto e oscuro passaggio con una torcia, si incontra subito il duplice allestimento di Piccolo, visivo e sonoro: rumori, echi, voci e suoni accompagnano il visitatore lungo una passerella di cocci e travi in legno, mentre ci si imbatte nella ricostruzione di una “tana” segreta. L’opera si comprende a pieno solo dopo aver letto il racconto Michael’s Fire, scritto espressamente per la mostra e pubblicato in un piccolo compendio.

Anna Franceschini – Fragment – 2012 – Cannoniera di San Giacomo, Bergamo – photo Maria Zanchi

I due video della Franceschini sono invece un’installazione ambientale che si staglia contro i varchi e le nude pareti della Cannoniera, trasformando lo spazio caliginoso in un qualcosa di etereo e impalpabile; lo spettatore entra letteralmente nei video e viene investito dalla loro luce che sferza il buio.
Due approcci quindi molto diversi, in contrasto eppur complementari tra loro; la sensazione è forte: è quasi come entrare in contatto con segreti gelosamente custoditi. E il ritorno alla realtà, alla luce del prato che circonda le mura, è ancora più viscerale.
Il progetto riesce in un compito importante: dare la possibilità di fruire, a un costo nullo, di opere d’arte contemporanea in spazi non consoni tipici di un particolare tessuto urbano, opere site specific che per quei luoghi sono state pensate, in un dialogo costante tra passato e presente.
E anche futuro, visto che uno dei punti di forza del progetto è l’app per iPhone/iPad, scaricabile gratuitamente, che accanto alle informazioni logistiche contiene approfondimenti dedicati alle opere, agli artisti, alla storia dei luoghi e dei suoi visitatori. L’app è in aggiornamento continuo, una con versione diversa per ogni appuntamento di contemporary locus (il prossimo inaugura il 23 settembre all’ex Hotel Commercio, in Città Bassa), ed è una delle prime applicazioni al mondo pensate specificamente per un ciclo di esposizioni d’arte.

Ginevra Are Cappiello

Bergamo // fino al 9 settembre 2012
Contemporary Locus 2 – Anna Franceschini / Steve Piccolo
a cura di Paola Tognon con la collaborazione di Paola Vischetti
CANNONIERA DI SAN GIACOMO
Via Sant’Alessandro
www.contemporarylocus.it 

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Ginevra Are
Ginevra Are Cappiello (Alghero, 1986), dopo due anni all’estero si trasferisce a Milano per studiare all’Università IULM, dove frequenta l’ultimo anno di specialistica in Arti, Patrimoni e Mercati. In seguito a un’esperienza presso la Casa d’Aste Christie’s, ha preferito focalizzarsi su altri interessi e passioni come le organizzazioni non profit, la curatela per l’arte contemporanea, la scrittura creativa e le politiche culturali per il territorio. Nel 2011 ha fatto uno stage presso lo spazio curatoriale non profit Peep-Hole e collabora assiduamente con diverse associazioni attente al ruolo dei giovani nell’arte contemporanea come Cyou, Art for Business e altre. Ha curato la mostra “Igort. Pagine Nomadi” alla Triennale di Milano. Al momento sta approfondendo il ruolo positivo della partecipazione culturale sul benessere psico-fisico delle persone. Dal 2011 collabora con Artribune.