Amedeo Martegani. E la terra trema

Rocce che si sfaldano e precipitano, paesaggi che mutano incessantemente. Agli onori della cronaca per l’assillo della distruzione, l’impazienza della terra può anche guidare un percorso d’artista. Al Base di Firenze, fino al 20 settembre. Protagonista: Amedeo Martegani.

Amedeo Martegani - Frane. L'impazienza della terra - courtesy BASE, Firenze

Amedeo Martegani (Milano, 1963) si limita a indagare le forme. E le tre opere esposte da Base manifestano la loro tendenza alla caduta e alla trasmutazione: radiografie di un processo in corso, inarrestabile anche nella sintesi del manufatto. Il gesso riproduce un tratto della costa di Ventotene, lentamente scavata dal vento e dal mare. E alla sospensione di questa massa cava e sorgente di luce si contrappone la piccola stampa fotografica: i colori sono tutti assorbiti dalla superficie oscura, e vi lavorano per farne emergere, limpida e guizzante, la silhouette di un terreno franato di fresco.

Sintesi tra i riflussi luminosi è infine il raffinatissimo ricamo che, nel tramare in organza un disegno d’artista, ne ingabbia la traccia fra due trasparenze sospese. Dietro la rete effimera alcuni fili cadono liberi, testimoni di una vitalità che non conosce restrizioni, tempo che prolifera fra la trama e l’ordito.

Simone Rebora

Firenze // fino al 20 settembre 2012
Amedeo Martegani – Frane. L’impazienza della terra
BASE / PROGETTI PER L’ARTE
Via San Niccolò 18r
055 2207281
[email protected]
www.baseitaly.org

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
  • E’ una mostra
    legata
    agli abitanti del Cosmo
    che involontariamente e poi direttamente
    precipitano e poi sanno precipitare
    fino alla Fine
    delle Frane

  • ignazio mortellaro

    lavori molto belli. complimenti