Arte a volo d’uccello

Come e cosa vedono gli uccelli in volo? Avete mai pensato di seguire il viaggio degli animali, come un osservatore silenzioso e stupito? Filippo Leonardi, alla galleria CollicaLigreggi di Catania, racconta la poeticità della natura e la vivacità della ricerca artistica siciliana.

Filippo Leonardi - Freevolo - Galleria CollicaLigreggi, Catania 2012

Celovek s Kinoapparatom (L’uomo con la macchina da presa) del 1929 di Dziga Vertov: è la prima immagine può venire in mente vedendo Volunico tra le mura della galleria CollicaLigreggi di Catania. “Quando un colombo nasce nella sua colombaia, cercherà sempre di tornarvi”: basandosi su questo principio e frequentando gli ambienti dei colombofili siciliani, Filippo Leonardi (Catania, 1970) decide di riprendere con una minitelecamera cinque dei voli fatti effettuare ai suoi colombi, immortalando il territorio etneo da un punto di alto/ma non troppo, del tutto inedito.
L’artista siciliano non attiva un gioco di sguardi voyeuristico ma, come l’utopico regista russo, propone la realtà delle cose cercando di modificarla il meno possibile. Quello che interessa allo “sconosciuto artista meridionale” – si firmò così nel 2002 in un’installazione altoatesina – è la diversità dei punti di vista; il suo è uno sguardo anti-convenzionale, perché privo di un’unica prospettiva. Filippo Leonardi non prende posizione, non si impone, mostra soltanto quali sono le varianti, e lo fa utilizzando una compagine amplia di media: sculture, veri e propri objets décontextualisés di matrice duchampiana; video a bassa risoluzione; fotografie; collage; scritte al neon. Freevolo si presenta come una mostra ricca e stratificata, volutamente complessa perché figlia di un lungo studio sull’argomento colombifilia/colombofobia, paradigma dell’esistenza umana.

Filippo Leonardi - Freevolo - Galleria CollicaLigreggi, Catania 2012

Gli uccelli allevati da Filippo Leonardi in una colombaia dietro il suo studio sono animali che nel tempo e nelle differenti civiltà sono stati amati, sacralizzati e attesi ma anche detestati, cacciati e mal sopportati. Dai Colombigrammi, collage elaborati da immagini digitali trovate sul web, emergono interessanti e stupefacenti notizie su questi volatili. Un Dissuasore di dimensioni ingigantite diventa pericoloso per l’uomo, gli si ritorce contro e assurge a monumento all’antropocentrismo che allontana la specie umana dalla natura. La natura ama nascondersi, recita la scritta a neon verde che, più che tautologico medium concettuale, appare come il sottotitolo della mostra e come assunto d’identità dell’artista; la stessa frase, infatti, si ritrova nel catalogo che racchiude dieci anni del suo lavoro in cui Claudio Cravero, curatore della personale, scrive: “Stando tra il dentro e il fuori, né qui né lì, l’artista si colloca sulla soglia, il luogo in cui la natura conserva i suoi misteri. Il punto in cui interno ed esterno si incontrano”.
Filippo Leonardi si congeda con il volo dei suoi amati colombi, effettuato durante il vernissage. Un volo breve e poetico che porta il colombo oltre la dimensione antropocentrica che lo vede messaggero dei tempi di guerra o sudicio imbrattatore di sculture pubbliche; perché il punto di vista di Freevolo è quello degli uccelli, non dell’uomo.

Katiuscia Pompili

Catania // fino al 16 giugno 2012
Filippo Leonardi – Freevolo
a cura di Claudio Cravero
GALLERIA COLLICALIGREGGI
Via Scammacca 2a
095 372930
gianluca@collicaligreggi.it
www.collicaligreggi.it

 

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Katiuscia Pompili
Nata a Catania, ha studiato a Napoli Conservazione ai Beni Culturali all’Università Suor Orsola Benincasa laureandosi con una tesi in arte contemporanea su Nan Goldin. Fa parte del gruppo di curatori usciti dalla scuola salernitana dei critici Angelo Trimarco e Stefania Zuliani tra cui Eugenio Viola, Antonello Tolve, Maria Giopvanna Mancini e Stefano Taccone. Ha svolto un primo stage alla galleria T293 di Napoli e si è quindi trasferita a Torino dove ha vissuto due anni abilitandosi all’insegnamento della Storia dell’Arte e frequentando sia gli ambienti del sistema dell’arte sia quelli indipendenti e sperimentali. Ha vissuto a Valencia dove a collaborato con la storica galleria Puchol. Attualmente vive tra Catania e Palermo dove svolge attività di indipendent art curator e free lance per riviste di settore come Tribe Art e Artribune e webzine indipendenti come Clap Bands Magazine; frequenta un master in Conservazione delle opere d’arte contemporanee all’ Accademia di Palermo. Ha recentemente iniziato a collaborare come curatore per BOCS e ha fondato Parking 095, contemporary space no profit e nomade il cui scopo è quello di creare attraverso incontri, studi ed esposizioni una discussione sull’arte contemporanea, anche in Sicilia.