A ritroso lungo il fiume del tempo

Quando l’arte contemporanea incontra l’archeologia. Succede fra le teche del Museo di Preistoria Paolo Graziosi, dove Simone Ialongo propone la sua riflessione sul tempo e la spiritualità. A Firenze, fino al 1° giugno.

Simone Ialongo - I quattro elementi - 2011

“Ho cercato lo spirito come fossi un animale”. Nella dilagante meccanizzazione delle abitudini e dei ritmi vitali, Simone Ialongo (Latina, 1977; vive a Sabaudia) tenta un recupero della sapienza primordiale, ricostruendo filologicamente tecniche di produzione perdute nello stratificarsi delle ere geologiche (ceramiche, ma soprattutto piccoli oggetti a “tecnica mista”). Gli studi paleontologici sfociano così in una pratica artistica che è accurata indagine sull’essere-uomo, sulle sue più intime paure e aspirazioni.

Riconducendo lo sviluppo tecnologico alla sua matrice più viscerale, l’uomo può finalmente affrancarsi dalla condanna della storia, rientrando in sintonia con il libero fluire del tempo. Ma al termine di questo percorso, attentamente orchestrato dal curatore Lorenzo Bruni, c’inchiniamo di fronte alla condanna più perentoria: quella che riduce le nostre esperienze vitali a un semplice elenco di numeri e nomi.

Simone Rebora

Firenze // fino al 1° giugno 2012
Simone Ialongo – All’inizio del tempo
a cura di Lorenzo Bruni
MUSEO E ISTITUTO FIORENTINO DI PREISTORIA “PAOLO GRAZIOSI”
Via Sant’Egidio 21
055 295159
[email protected]
www.museofiorentinopreistoria.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.