L’interminabile percorso di uno scultore

Nove sedi espositive in sei diverse città sono troppe anche per il più grande amante dell’opera di Giò Pomodoro. Il Monferrato ha strafatto nel tentativo di valorizzare il proprio territorio, disseminando ovunque l’antologica dedicata al grande scultore marchigiano.

Giò Pomodoro - Il percorso di uno scultore: opere 1954-2001 - veduta della mostra al Museo dei Campionissimi, Novi Ligure 2012

A dieci anni dalla scomparsa di Giò Pomodoro (Pesaro, 1930 – Milano, 2002), il Monferrato, sotto la guida dei curatori Marco Meneguzzo e Giuliana Godio, raccoglie, in nove diverse sedi espositive disseminate sul territorio, un insieme significativo di tracce del percorso artistico del grande scultore marchigiano e delle sue infaticabili ricerche formali e filosofiche.
Si parte dal capoluogo, Alessandria, dove i quattro spazi espositivi di Palazzo del Monferrato, Palazzo Cuttica, Palazzo Guasco e la Camera di Commercio raccolgono una cinquantina di opere, tra sculture in bronzo, marmo e pietra – di cui due di dimensioni monumentali (Grande Ghibellina e Colloquio con il figlio) – e un’affascinante serie d’acquerelli e studi che permettono di approcciarsi a un lato meno conosciuto dell’opera di Pomodoro. A colpire sono anzitutto l’uso sapiente dei forti contrasti cromatici e la costante necessità di sperimentare, mescolando approcci diversi alla carta, sovrapponendo la matita e gli ossidi all’acquarello, guadagnando così un segno netto, dalle tinte acide, fortemente in contrapposizione con la purezza formale delle piccole e grandi sculture.

Giò Pomodoro - Il percorso di uno scultore: opere 1954-2001 - veduta della mostra al Museo dei Campionissimi, Novi Ligure 2012

Nella sede del Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, invece, vengono presentate alcune testimonianze di due importanti cicli tematici su cui l’artista tornò senza soluzione di continuità lungo tutta la sua carriera: le Tensioni e i Soli. Anche in questo caso abbiamo a che fare con un insieme variegato di opere e materiali che testimoniano della poliedricità di Pomodoro, nonché della sua  grande inventiva. Le Tensioni, infatti, sono probabilmente la più grande invenzione plastica dello scultore, e ben si nota nell’opera Espansione, del 1959, che apre l’allestimento, capace di coniugare pieni e vuoti, fissità e movimento, leggerezza e monumentalità delle dimensioni. I Soli, poi, raccontano del lato più alchemico e neoplatonico di un intellettuale profondamente immerso nello studio dell’araldica e della simbologia. Le sue non sono forme fini a se stesse, ma simboli intrisi di significati ancestrali.

Giò Pomodoro - Il percorso di uno scultore: opere 1954-2001 - veduta della mostra al Palazzo del Monferrato, Alessandria 2012

Mettersi alla ricerca di tutte le sedi espositive è una vera impresa che, a volte, lascia l’amaro in bocca, perché non tutte ospitano collezioni ricche quanto quelle sopracitate. Se gli allestimenti di Palazzo Guidobono di Tortona e Villa Ottolenghi ad Acqui Terme aggiungono poco a quanto si è già visto ad Alessandria e a Novi, la sola scultura in bronzo lucido Folla non giustifica uno spostamento a Casale. L’idea di valorizzare il territorio del Monferrato attraverso una grande mostra come questa, che, nel complesso, consta di ben 173 opere, sarebbe lodevole se non rischiasse, come fa, di risultare stancate e ripetitiva e nel complesso di danneggiare il dovuto omaggio a uno degli scultori più importanti del secolo scorso.

Andrea Rodi

Alessandria e provincia // fino al 29 aprile 2012
Giò Pomodoro – Il percorso di uno scultore: opere 1954-2001
a cura di Marco Meneguzzo e Giuliana Godio
Alessandria
PALAZZO DEL MONFERRATO
Via San Lorenzo 21
0131 250296
PALAZZO CUTTICA
Via Parma 1
0131 40035
GALLERIA CARLO CARRÀ DI PALAZZO GUASCO
Via dei Guasco 49
0131 304004
CAMERA DI COMMERCIO
Via Vochieri 58
Novi Ligure
MUSEO DEI CAMPIONISSIMI
Viale dei Campionissimi 22
0143 322634
Tortona
PALAZZO GUIDOBONO
Piazza Arzano
Casale Monferrato
PALAZZO MAGNOCAVALLI
Via Mameli 14
Acqui Terme
VILLA OTTOLENGHI
Borgata Monterosso
0144 322177
Valenza
ORATORIO SAN BARTOLOMEO
Piazzetta Lanza

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Andrea Rodi
Andrea Rodi nasce a Chieri (TO), nel 1980. Prima di laurearsi in Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino, con una tesi sulle influenze filosofiche nell’opera dello scrittore americano Paul Auster, ha vissuto per lunghi periodi negli Stati Uniti, a Londra e a Barcellona. Dal 2009 collabora con il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), per il quale ha curato le mostre Project: Lid for a Submerged Wolrd (2010), Silvio Vigliaturo. Amazzoni (2011) e Young at Art, I stay Here (2012). Negli ultimi due anni ha scritto per diverse testate nel settore dell’arte contemporanea. Attualmente, lo si può leggere su Artribune, Inside Art e sul sito Atlantidezine.it. I suoi articoli sono raccolti sul blog http://torinocult.com.