Primo Levi visto da Zoran Music

A Legnano, nelle sale di Palazzo Leone da Perego, i dipinti, i disegni e le incisioni di Zoran Music impongono una riflessione sulla storia e sulla memoria europea. “Se questo è un uomo”, fino al 19 febbraio.

Zoran Music - Noi non siamo gli ultimi - 1972

Il riferimento a Primo Levi è inevitabile, nella visita alla retrospettiva di Anton Zoran Music (Bukovica da Bilje, 1909 – Venezia, 2005). La mostra è strutturata in sette sezioni: il fulcro è costituito dalle opere del ciclo Nous ne sommes pas les derniers, frutto di una meditazione di 25 anni, dopo l’esperienza nel campo di Dachau, dove il disegno aveva rappresentato una possibilità di salvezza. Disegnare per testimoniare, per ricordare, per salvarsi. I paesaggi di corpi di Music – ché anche quando dipinge Venezia o le rocce carsiche sempre di Dachau parla – sempre i sommersi ricorda, con le orbite sottolineate, quasi calcate con i pastelli, con le bocche spalancate levate al cielo, con le mani rattrappite, hanno tonalità terrose e ampie porzioni di tela ruvida a vista, come se anche di esse fosse rimasta solo l’essenza. Più che una mostra, un monito.

Marta Cereda

Legnano // fino al 19 febbraio 2012
Zoran Music – Se questo è un uomo
a cura di Flavio Arensi
SALE – PALAZZO LEONE DA PEREGO
Via Gilardelli 10
0331 471335
sale@legnano.org
www.spaziartelegnano.com


CONDIVIDI
Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.