Il futuro è sempre più Bric

Distanti geograficamente e diversissimi dal punto di vista culturale, sociale e politico, ma accomunati da un ritmo di sviluppo e da una crescita esorbitante. I Paesi Bric (Brasile, Russia, India, Cina) approdano all’Ex3 di Firenze per il ciclo “Bric News”: una panoramica sull’arte contemporanea nell’era della globalizzazione, fino al 6 gennaio.

Birdhead - Xin Cun - 2006 - fotografia

Cosa ci fanno due fotografi cinesi e un videoartista russo fianco a fianco negli spazi dell’Ex3? Si sa, l’arte contemporanea ormai parla un linguaggio universale, ma spesso certe distanze sono difficili da colmare anche in tempi di globalizzazione e modelli culturali diffusi. Dalle strade di Shangai a quelle di Mosca la strada è lunga.
Per questo le opere del duo Birdhead (Ji Weiyu, Shanghai 1980; Song Tao, Shanghai, 1979) e di Victor Alimpiev (Mosca, 1973) si guardano da lontano, raccontando ritagli di presente che parlano lingue diverse. Frammenti da angoli remoti del globo, diversi per cultura, storia e tradizioni, ma che hanno una nuova, unica fisionomia economica. Brasile, Russia, India, Cina sono i grandi protagonisti emergenti su cui tutti tengono gli occhi puntati, realtà geografiche che si affacciano da alcuni anni sul mercato globale e il cui Pil, negli ultimi anni, è cresciuto esponenzialmente. Bric è l’acronimo che li unisce.

Victor Alimpiev - Vot - 2010 - still da video - 5’24’

Una sigla apparsa per la prima volta in una relazione della Goldman Sachs, ma che ha iniziato a vivere una vita autonoma, crescendo e sviluppandosi anche lontano dal linguaggio specializzato. E se è vero che l’economia ormai domina le nostre vite, anche il suo gergo si allarga a tutte le sfere della quotidianità, adattandosi oggi anche all’arte contemporanea. Così, anche a Firenze, Bric è un contenitore che, con diverse iniziative, cerca di raccontare come l’arte cambi ruolo e prospettiva nei grandi Paesi in via di sviluppo. Perché la crescita economica di un Paese spesso va di pari passo con una maggiore vitalità creativa.
Saper cogliere cambiamenti e novità nella vita della metropoli contemporanea è il compito dell’artista. Ji Weiyu e Song Tao, in arte Birdhead, ci riescono perfettamente con le fotografie del progetto New Village. Una ventina di scatti in bianco e nero che mostrano il volto moderno di Shanghai, tra crescita e contraddizioni. I Birdhead, freschi di partecipazione alla Biennale di Venezia, lavorano seguendo il ritmo frenetico della metropoli, cogliendo il battito incessante delle mutazioni che la attraversano. Nell’accumulo gli scatti trovano la loro forza. Veloci, ironici, usano la macchina fotografica come un giocattolo, esattamente come testimoniano gli otto brevi video che accompagnano la mostra, un vero e proprio backstage o diario privato che racconta il loro approccio all’arte e alla vita.

Birdhead - New Village - veduta della mostra presso l'EX3, Firenze 2011

Dalla periferia di Shanghai si passa al buio surreale di Vot, il video presentato da Victor Alimpiev. Cinque attori francesi eseguono un vocalizzo fatto di parole cancellate che si urtano, sovrapponendosi in maniera dissonante. Un inno all’incomunicabilità accompagnato da gesti lenti e reiterati in maniera ossessiva. Solo nel momento in cui gli attori pronunciano la parola russa ‘vot’ (‘ecco’, ‘quindi’, ‘dunque’) i suoni stonati sembrano trovare una loro armonia e una nuova logica. Con il sottile invito a ricercare una propria identità e tradizione culturale, Alimpiev sembra consigliare al suo Paese una strada diversa da quella della globalizzazione. E l’augurio è quello che anche l’arte contemporanea Bric non ceda all’utilizzo di schemi estetici ormai abusati e consolidati nel resto del globo, riuscendo invece a mantenere una propria particolare fisionomia.

Rosa Carnevale

Firenze // fino al 6 gennaio 2012
Birdhead – New Village
Victor Alimpiev – Vot
a cura di Lorenzo Giusti
EX3
Viale Giannotti 81/83/85
055
6288966
www.ex3.it


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Rosa Carnevale
Rosa Carnevale nasce a Verona nel 1983 ma dai due ai diciotto anni vive nella culla del Rinascimento, Firenze. A Milano dal 2001, si laurea in Scienze dei beni Culturali indirizzo storico-artistico all’Università Statale. Frequenta il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive dell’Accademia di Brera e, dopo qualche esperienza veneziana alla Biennale (Ufficio Stampa Arti Visive), inizia a scrivere per testate cartacee e online di settore. Suoi articoli sono apparsi su Il Manifesto, Exibart, Arte e Critica, Espoarte, Il Corriere dell’Arte, Rolling Stone Magazine. È iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana come giornalista pubblicista. Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione come ufficio stampa per enti pubblici e privati. Dal 2011 collabora con Artribune. La sua vera professione è quella di mamma a tempo pieno di Arturo.