Della sintesi fra astrazione e figurazione

Dalle superfici cupe emergono figure enigmatiche, e la realtà sembra unirsi al sogno. La ripetizione del teschio, insieme vanitas e recupero delle nostre profondità. Dopo la “scoperta” di Thomas Gillespie, la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze prosegue la ricerca sulla pittura. Con Pete Wheeler, fino al 17 marzo.

Pete Wheeler - Untitled – 2011 – olio su tela – courtesy Poggiali e Forconi, Firenze

I colori di varia tonalità della pittura astratta precedente si sono uniti a formare un’atmosfera scura, da cui fuoriescono, come visioni esoteriche, i simboli della provvisorietà umana. Così il neozelandese Pete Wheeler (Geraldine, 1978; vive a Berlino), con la serie di dipinti, disegni e sculture realizzati appositamente per questa esposizione, dimostra la maturità della sua nuova fase artistica: al posto dei riferimenti alla situazione sociale – finora formalizzati in scritte, icone dell’immaginario giovanile e personaggi emarginati – compaiono elementi di tipo metafisico.

Dotato di una tecnica notevole, con uno stile veloce, fatto di grandi campiture che dal centro della tela si esauriscono ai lati, Wheeler ha trovato una sintesi convincente fra astrazione e figurativo. E se a un’osservazione complessiva le tracce di questo immaginario tradiscono una certa discontinuità, prontamente la sostanza e la forza che ne sono alla base ci informano che la soluzione sarà solo una questione di tempo e di sperimentazioni a venire.

Matteo Innocenti

Firenze // fino al 17 marzo 2012
Pete Wheeler – Paths Of The Destroyer
a cura di Lorenzo Bruni
POGGIALI E FORCONI
Via della Scala 35a
POGGIALI E FORCONI – PROJECT ROOM
Via Benedetta 3rosso
055 287748
[email protected]
www.poggialieforconi.it

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Matteo Innocenti
In linea agli studi universitari in Storia dell'Arte inizia un percorso come critico e curatore. Collabora a vari progetti editoriali, in modo particolare prima ad Exibart e poi ad Artribune. E' direttore artistico di TUM, collettivo di artisti e di altre professionalità legate al mondo dell'arte, finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione espressiva. Lavora inoltre come autore e regista per una società di video produzione fiorentina.
  • Giorgio Di Genova

    Vorrei ribabire: l’arte è linguaggio e pertanto è una astrazione di per sé. Quindi sarebbe giusto superare l”obsoleto binomio figurativo/astratto,
    sostituendo ad esso: astrattismo iconico, astrattismo aniconico e astrattisdmo meticciato.

  • jocuseriu

    …e il sesso degli angeli?