Aria fresca al Revoltella

Fotografia, suono, pittura, scultura e luci d’artista. Una quindicina di artisti in dialogo con la collezione del principale museo di Trieste. Dopo oltre cinque anni di inattività finalmente un po’ d’arte contemporanea al Museo Revoltella, con una collettiva aperta fino al 30 gennaio.

Sergio Scabar - Museo Revoltella, Trieste 2011

Troppo di frequente i musei cittadini sono semplici contenitori di cose antiche per amanti della polvere. È impossibile non pensare a questo quando si varcano le porte del Museo Revoltella che – un po’ per le difficoltà economiche, un po’ per la miopia della politica cittadina i cui attori hanno preferito spendersi negli anni scorsi in iniziative di più remunerative in termini di consensi, un po’ per una certa stanchezza della direzione – non ospitava una mostra di arte contemporanea da ormai un lustro. La mostra Corrispondenze nasce dalla volontà di attivare le opere della collezione patrimonio del museo con due percorsi paralleli rispettivamente nell’ala progettata da Carlo Scarpa e negli ambienti ottocenteschi della dimora che fu del Barone Revoltella. In particolare si assegna alle opere contemporanee quel ruolo di innesco di interesse e di relazioni che permettono al visitatore del museo un percorso più stimolante e al passo con i tempi.

Chris Gilmour - Museo Revoltella, Trieste 2011

La mostra è annunciata sin dall’ingresso principale dell’edificio – nell’ala scarpiana – dove si è accolti da un grande monumento equestre di Chris Gilmour, in cartone dipinto piegato con rigoroso perfezionismo, e dalle luci arancioni, gialle e rosse di Elisa Vladilo, che verniciano di nuovo i muri ortogonali voluti dall’architetto veneziano creando un contrappunto cromatico visivamente accattivante. Molte opere collocate nella parte moderna soffrono invece per essere deglutite dal contesto (soprattutto quando caratterizzato da opere della collezione allestite ripetitivamente), ma spiccano l’intervento di Odinea Pamici che realizza una borsa della spesa dalle dimensioni leviataniche, ispirato ironicamente dall’opera su tela che le sta di fronte, e i lavori fotografici di Stefano Graziani e Carlo Andreasi, in cui parte iconica e temperatura concettuale collimano.

Odinea Pamici - Museo Revoltella, Trieste 2011

I lavori collocati nella dimora Revoltella paiono in generale più azzeccati, come l’affascinante geometrica montagna site specific di Anna Pontel collocata nella biblioteca, le foto bianconero low key di Sergio Scabar nella sala dello scrittorio, nonché l’installazione audio di Michele Spanghero che riproduce, ad alto volume, il rumore di passi dei visitatori sul parquet della sala da ballo, ma con uno straniante effetto fuori sincrono.
Iniziativa davvero necessaria, di cui ci si augura il prosieguo – più in grande – con artisti non solo residenti in regione.

Daniele Capra

Trieste // fino al 30 gennaio 2012
Corrispondenze
a cura di Lorenzo Michelli e Maria Masau Dan
MUSEO REVOLTELLA
Via Diaz 27
040 6754350
[email protected]
www.museorevoltella.it


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Daniele Capra (1976) è giornalista, curatore indipendente ma militante. Tra le mostre curate la personale di Matteo Fato alla Fondazione Dena di Parigi, Contractions presso Dolomiti Contemporanee, Fisiologia del Paesaggio per i Musei di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Bologna, Let’s Go Outside per il Comune di Milano, Drawing a Video al Museo Janco Dada di Haifa e la IV edizione del festival Tina-B di Praga. È stato curatore del Premio Emergente Europeo Trieste Contemporanea nel 2008 e nel 2009, giurato all’International Onufri Prize di Tirana. Scrive per Artribune, per Nordest Europa e per i quotidiani veneti del Gruppo Espresso. È membro del comitato scientifico del festival culturale Comodamente. Vive un po’ troppo di corsa, con molti libri ancora da leggere ed il portatile sempre acceso.
  • Alice Ginaldi

    I lavori meglio integrati erano, a mio parere, quelli della Vladilo e di Spanghero. Un complimento va ancora al lavoro della Pontel, davvero notevole.

    Non abbandoniamo questa nostra Regione, ha bisogno di persone che ci credono!

  • Hai ragione, Alice. Non lasciamo che l’arte contemporanea sia messa in un angolo. Artribune serve anche a questo!