Still-life in una mano

Fasci di luce come petali e fiori come strisce infuocate. Quando la macchina fotografica si trasforma in magic box. Tra descrizione e immaginazione, fotografia e tarocchi, in mostra il mondo delle meraviglie di Maura Banfo. Fino al 12 novembre tra le rooms torinesi di Marena.

Maura Banfo - Cavalieri e dame, e semplci viandanti - 2011 - segno su carta carbone - cm 30x20

Il lavoro di Maura Banfo (Torino, 1969) è fatto di apparizioni. I suoi soggetti sono presenze che si affacciano; sono dettagli minuziosi e sineddoche ingrandite che reclamano una totalità integrante, ma assente. Come i ricordi tipici del risveglio che, annebbiati, sfocati o immersi ancora nel buio, mantengono in certe sfumature una lucidità rivelatrice. Nei fiori che emergono dalle fotografie (petali reali, essiccati o artificiali), ma anche nelle figure antropomorfe dei tarocchi disegnati su carta carbone, permane una sensazione a tratti animistica, dove ogni cosa impercettibilmente prende vita. Fissati attraverso l’obiettivo, i soggetti sembrano muoversi sullo sfondo teatrale di una piccola natura morta. Abbacinati e pronti a svelarsi, particolare dopo particolare.

Claudio Cravero

Torino // fino al 12 novembre 2011
Maura Banfo – In un palmo di mano

a cura di Gabriella Serusi
www.marenaroomsgallery.com


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Claudio Cravero
Claudio Cravero (1977, Torino). Curatore indipendente, la sua ricerca è rivolta a tematiche inerenti i concetti di alterità, confine e memoria. Svolge attività curatoriale presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino (www.parcoartevivente.it). Nell’ambito dell’Art program diretto da Piero Gilardi, la sua ricerca indaga le problematiche artistiche proprie dell’arte del vivente e dell’evoluzione dell’arte ambientale. Ha condotto ricerche per il dipartimento di Visual Arts dell’Istituto di Cultura Italiana di New York, USA (2004), il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea (istituzione con la quale ha collaborato fino al 2006 nelle Relazione esterne), e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nell’ambito del progetto di mediazione culturale coordinato da Emanuela De Cecco (2002/03). Oltre ad aver seguito l’attività redazionale per il progetto “Arte Pubblica e Monumenti” di OfficinaCittàTorino, 2007/08, è collaboratore di Artribune.
  • complimenti, bei lavori a me particolarmente vicini (simili sono stati esposti allo Spazio Oberdan di Milano giugno-settembre 2011) . danilo susi

  • paola mantovani

    tra le più belle mostre in città. complimenti.

  • carlotta

    eleganza e poesia. un lavoro che non “scimmiotta” altri. aria fresca. complimenti.

  • orlandi marco

    Essenziale e d’impatto l’allestimento scelto. Un susseguirsi di poesie per immagini che regalano allo spettatore attimi di poesia. Una mostra che non gioca sulla spettacolarizzazione del lavoro, ma che in punta di piedi dimostra la professionalità di un artista. Emozionarsi di fronte al lavoro di un artista è cosa sempre più rara. Ne vale la pena.

  • paolo da napoli

    finalmente una mostra degna di chiamarsi mostra. questi sono gli artisti che andrebbero sostenuti in italia.

  • danny1

    peccato la galleria non sia all’altezza di una mostra così bella.

    • saverio

      concordo con danny. e poi la comunicazione inesistente. ma nonostante questo il lavoro dell’artista appaga di tutte le mancanze.

  • mario

    come si fa a lavorare con una galleria che non chiede manco il nome ad un giornalista che le propone la recensione della mostra? e a rimetterci sono sempre gli artisti che si trovano a rapportarsi con dei dilettanti che invece di promuovere fanno tutt’altro.