La strana coppia

Carlo Mollino e Sissa Micheli a Vienna. Un confronto impossibile? Tra sesso e sociologia, azioni e reazioni, similarità notevoli e differenze evidenti, affiora… la molteplicità dell’Uno.

Carlo Mollino – Polaroid senza titolo (sedia e gambe larghe) – 1962/73 - © Museo Casa Mollino, Torino

Un incontro ravvicinato e curioso, avvenuto in forma del tutto casuale e sui generis tra due artisti italiani non certo coetanei. Luogo: il padiglione Project space di Karlsplatz, enclave espositiva tutta di vetro della nota Kunsthalle di Vienna. Vi si accede attraversando la terrazza della sua caffetteria all’aperto.
Insomma, cosa accomuna Carlo Mollino (Torino, 1905-1973), in mostra lì per qualche settimana con una sessantina delle sue piccole polaroid di nudi erotici realizzate negli anni ‘60, e un’artista italo-viennese, Sissa Micheli (Brunico, 1975; vive a Vienna), della quale qualche giorno fa, nella sala conferenze del Project space, è stato presentato un bel volume monografico? Strano davvero: oltre alla comune nazionalità d’origine, entrambi incarnano in sé e con il proprio corpo, seppure in modi molto differenti, forme della molteplicità dell’esperienza creativa.
Carlo Mollino, un poliedrico personaggio torinese di cui innamorarsi, fu innanzitutto un architetto, ma anche designer di mobili e d’interni, fotografo, saggista, progettista e pilota automobilistico, alpinista e sciatore di alto livello, campione di volo acrobatico. Ed elegante uomo di mondo, un dandy, indubbiamente, lasciando in tutte le sue attività segni tangibili e notevoli del proprio talento.

Sissa Micheli – The last moment of MA (Shipwrecked moments) – 2010 - photo Gianmaria Gava

Una mostra di sessanta foto polaroid sembra nulla rispetto al suo mondo. Ma anche solo in esse traspaiono certi principi guida della sua multiforme personalità. Principi implicitamente prospettati nel sottotitolo dell’esposizione, Un messaggio dalla camera oscura, che in effetti è il titolo con cui pubblicò la prima storia completa della fotografia. Amava il mondo antico, l’Art Nouveau e il Surrealismo, e come fotografo e sostenitore del design organico era particolarmente affascinato dalla sensualità della fisicità femminile. Lo documenta bene un video che accompagna l’esposizione. Disegnò persino la planimetria di un teatro in forma di busto femminile.
Sissa Micheli, dal canto suo, si approccia al “molteplice” attraverso strategie di transfert che la portano a immedesimarsi in vari personaggi di opere per lo più letterarie universalmente note, al culmine del pathos narrativo. Dosa con rigore installazioni, video e foto. Talvolta si mette sulle tracce dell’esperienza quotidiana, facendo di sé la protagonista di taluni disagi traumatici o di emozioni che assumono lo spessore di una profondità analitica.

One for All
(uno per tutti o “tutte”), titolo della monografia, rende bene l’idea di questa sua continua scissione poetica della personalità. A conclusione della documentazione fotografica e saggistica troviamo un’intervista condotta da Casaluce-Geiger, anch’essa artista italiana trapiantata a Vienna.

Franco Veremondi

Vienna // fino al 25 settembre 2011
Carlo Mollino – Un messaggio dalla camera oscura
a cura di Gerard Matt
www.kunsthallewien.at

Sissa Micheli – One for All
Verlag für Moderne Kunst, Nürnberg 2011
Pagg. 256, € 35
ISBN 9783869841281
www.vfmk.de

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.