E se Rothko fosse stato un writer

Piogge di luce e colori elettrici. Che catturano stati emozionali passando per il simbolismo e l’espressionismo astratto, attraverso il graffiti-writing. È la ricerca della libertà in Yorgos Stamkopoulos, in mostra allo Spazio Sponda di Fabio Tiboni a Bologna, fino a fine settembre.

Yorgos Stamkopoulos - I See The Sky And Live Another Da - 2010 - photo Michele Alberto Sereni

Il concettualismo simbolista declinato dall’assenza della forma. L’astrazione di colori shock e fluo valorizzati da un effetto luce-al-neon che si staglia, prepotente e vivido, su acrilici evocativi. Tracce di stati emozionali indefiniti, forieri dell’energia dirompente della musica hard rock e della vita notturna. È la Positive Pollution di Yorgos Stamkopoulos (Katerini, 1983) che, partendo da Rothko, si protende verso la ricerca della totale libertà espressiva, sganciandosi dalla realtà per protendersi nella costellazione astratta dell’immaginario. In un’incessante esplorazione dell’ignoto, dell’illimitato, del caos intrinseco di una poetica resa attraverso l’estetica del graffiti-writing. Una pioggia di “inquinamento positivo” di un artista-writer che crea sotto l’effetto del rock.

Cecilia Pavone

Bologna // fino al 30 settembre 2011
Yorgos Stamkopoulos – Positive Pollution
fabiotiboni.it

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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".