Tutte le “cose” del Palais de Tokyo

Se gli oggetti potessero parlare d’arte, cosa si direbbero? Al Palais de Tokyo è possibile origliare le intimissime confessioni che un vecchio mangianastri fa a una confezione di Clorox. In un’inedita performance teatrale in mostra fino al 19 giugno.

Alexandre Singh - The School for Objects Criticized - 2010 - veduta dell'installazione presso il New Museum, New York 2010

Sono proprio gli oggetti, protagonisti dell’installazione La critique de l’école des objets di Alexandre Singh (Bourdeaux, 1980; vive a New York), a discutere sul senso dell’opera che compongono. “Volete dire che si trattava solo di alcuni oggetti messi su delle colonne?” “Esattamente. In quanto oggetto io stesso, non ci trovo davvero nulla di interessante”. Spunto di riflessione sugli effetti del consumismo e ironica archeologia dei fenomeni intellettuali contemporanei, la surreale discussione fa tremare il palazzo delle retoriche speculative che hanno per oggetto arte e cultura. In occasione di questa seconda sessione di esposizioni, la hall del parigino Palais de Tokyo accoglie anche The Autumn Bear, scultura in legno di Marnie Weber (Los Angeles, 1959) artista californiana che con questa opera desacralizza la figura dell’orso, emblema dello stato della California.

Greta Travagliati

Parigi // fino al 19 giugno 2011
Alexandre Singh – La critique de l’école des objets
Marnie Weber – The autumn bear
www.palaisdetokyo.com

 

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Greta Travagliati
Greta studia semiotica a Bologna e si laurea con una tesi sul concetto di rappresentazione nell'arte contemporanea. Appassionata di Maigret, scappa a Parigi dove inizia a lavorare nel campo della comunicazione e delle ricerche di mercato. Non sa scrivere autobiografie.