Bentornato disegno, ben ritrovata pittura

L’arte, certo, ma anche e soprattutto l’arte del fare. Karl Haendel e Glenn Sorensen a Napoli sino a fine aprile, da Raucci-Santamaria. Mai così vicina a Capodimonte. O no?

Karl Haendel - The Great Dictator - 2010 - courtesy Galleria Raucci/Santamaria, Napoli

Ci si dimentica, talora, dell’arte che sposa il fare. Ottimo promemoria, le skill grafiche di Karl Haendel (New York, 1976; vive a Los Angeles): maniacalità compiaciuta ma non esaurita nel virtuosismo, che si riscatta nella metalinguistica autoironia del mezzo – che disegna anche i suoi strumenti – e nel sincretismo postmoderno di un “flusso di coscienza iconografico”, che ritrae con allegra miscellanea, venata di Neopop, esistenzialismi individuali e sociali.

Non inganni neanche l’intimismo apparentemente di genere di Glenn Sorensen (Sydney, 1968; vive ad Åhus): più prossimo agli YBA che alle nature morte barocche del vicino Museo di Capodimonte, afferma l’ossimoro della crudeltà che fa capolino dalla bellezza, e sa come il suo chiaroscuro sia più fotografico che caravaggesco. Pittura e disegno si ricordano, ma non si replicano.

Diana Gianquitto

Napoli // fino al 29 aprile 2011
Glenn Sorensen – Geranium Empire
Karl Haendel – Fiddle the Cooperation
www.raucciesantamaria.com

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]
  • gisella

    Mostra bella ma credo che la vostra redattrice sia leggermente confusa…mai visto un articolo più ridicolo

  • Diana Gianquitto

    Gentile Gisella,
    felice di averLe sollevato l’umore con una risata.
    Personalmente, non mi riconosco per nulla nell’impressione di confusione che Le è giunta come Sua percezione soggettiva dalla lettura del mio articolo. Ritengo infatti che l’operazione intellettuale, analitica e critica di evidenziare l’intimo movimento dialettico e le sfaccettature a più livelli, anche talora contraddittori, presenti nelle manifestazioni d’arte si identifichi come, al contrario, precisione e profondità nel restituire la ricchezza di una ricerca artistica che, magari, proprio su tali giustapposizioni e (apparenti o non) contraddizioni poggia la propria forza.
    La ringrazio in ogni caso per il Suo riscontro.
    Diana Gianquitto

    • h&m

      Mettiamola così: gisella ha ritenuto di colmare, con una risata, un deficit di autoironico riscatto in un articolo che si risolverebbe nell’autocompiacimento della propria maniacalità sintattica e di un certo virtuosismo intellettualoide.

  • l

    Vabbè portate pazienza..
    è che dobbiamo misurarci con il nuovo stile, e ognuno si inventa come può,
    o si conferma come non dovrebbe