Arriva in Italia Cyfest, il festival russo di arte e nuove tecnologie

Da San Pietroburgo a Caserta, passando per Pechino e New York. Dal 22 giugno al 1 luglio alla Reggia di Caserta c’è Cyfest, importante festival dedicato al rapporto tra arte e nuove tecnologie

Elena Gubanova, Ivan Govorkov, Dialogue

La location scelta è di sicuro effetto. Saranno infatti le eleganti sale della Reggia di Caserta ad ospitare la tappa italiana di Cyfest, importante festival di arte e tecnologia nato in Russia, a San Pietroburgo, nel 2007 e oggi divenuto un evento itinerante. L’undicesima edizione del progetto è partita nel novembre 2017 e ha già fatto tappa a New York, San Pietroburgo, Pechino e Brighton. Conclude il tour la mostra casertana, che vede la collaborazione tra artisti e curatori russi e italiani e celebra così il 2018 come “anno della cultura russa in Italia”. L’esposizione, a cura di Anna Frants, Elena Gubanova e Isabella Indolfi, vedrà dialogare 13 artisti attraverso installazioni interattive, sculture cinetiche, video proiezioni e intelligenze artificiali.

NUVOLOSITÀ DIGITALE

Gli artisti, che dovranno confrontarsi con il concept del festival di quest’anno, Weather Forecast: Digital cloudiness (Previsioni del tempo: Nuvolosità digitale), sono stati invitati a realizzare delle opere che rappresentino un commento o un invito alla riflessione sulle conseguenze dell’innovazione tecnologica sulla vita, sui rapporti umani e sulle sorti del pianeta intero. Si legge nella presentazione: “Da sempre l’uomo cerca di controllare e prevedere le condizioni meteorologiche, di e per Natura imprevedibili, ma nell’epoca contemporanea si è spinto oltre la stessa Natura modificando, attraverso comportamenti irresponsabili, finanche il clima planetario. Sta dunque plasmando il futuro. Al contempo il digitale è una nuvola onnipresente che permea e modifica, come se si indossassero lenti kantiane, tutti gli aspetti della vita sociale: dal lavoro, alla comunicazione, alle relazioni personali, a quelle intime.”
Gli artisti invitati sono: Donato Piccolo, Alexandra Dementieva, Licia Galizia (in collaborazione con i compositori Michelangelo Lupone e Laura Bianchini), Elena Gubanova e Ivan Govorkov, Franz Cerami, Matilde De Feo e Max Coppeta, Daniele Spanò, Aleksey Grachev e Sergey Komarov, Maurizio Chiantone, Anna Frants.

GLOBALE E LOCALE

Per valorizzare questa occasione, il team italiano sta lavorando al coinvolgimento massimo del territorio campano e delle sue realtà culturali, come spiega la curatrice Isabella Indolfi: “stiamo costruendo una vasta rete di partner che da Caserta passa per le maggiori istituzioni culturali di Napoli, tra cui la Regione Campania, Museo Madre, Città della Scienza, Fondazione Banco Napoli”. Per lo stesso motivo, il Cyfest comprende anche numerosi eventi collaterali rivolti al pubblico locale, come ad esempio My Toys / My Future, un laboratorio per bambini sul tema del riciclo e l’animazione robotica di vecchi giocattoli progettato a Londra in collaborazione con la Tate Modern e l’associazione Digital Maker.

– Valentina Tanni

http://cyland.org/lab/cyfest-continues-at-the-eighteenth-century-residence-in-caserta-italy

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.