Un piatto per due culture

Hybrid è serie di porcellane da tavola, partita come un vero e proprio progetto artistico composto da pezzi unici. Un’attenta indagine storica sulla lavorazione della ceramica in Europa e in Cina. Per una fusione delle due culture artigiane.

CTRLZAK Art & Design Studio - Hybrid - 2011

L’approccio del duo italo-greco CTRLZAK è interdisciplinare, e lo testimonia la dizione Art & Design Studio. I due progettisti, Katia Meneghini e Thanos Zakopoulos, si occupano sia di arte che di design e spesso, come loro stessi affermano, “partiamo da un’opera d’arte per arrivare poi al design”.
È il caso della collezione Hybrid, serie di porcellane da tavola, partita come un vero e proprio progetto artistico composto da pezzi unici. Un’attenta indagine storica sulla lavorazione della ceramica in Europa e in Cina ha portato Katia e Thanos a una fusione delle due culture artigiane. “Per secoli gli europei hanno cercato di imitare la produzione di porcellana orientale, legata a una lunga tradizione e contraddistinta da una grande maestria. Oggi il mondo è invaso da prodotti cinesi che riproducono quelli europei”. Per trovare un punto d’incontro tra le due culture, i designer hanno optato per una vera e propria fusione. Ogni piatto e componente in porcellana è composto da due metà, una orientale e una occidentale, e non solo la forma circolare è differente ma anche il decoro stesso.

CTRLZAK Art & Design Studio – Hybrid – 2011

Il passo successivo, che ha permesso all’opera d’arte di diventare oggetto di design, è stata la produzione industriale. “Spesso sono le aziende a notare i nostri lavori e a chiamarci”, sottolinea Katia, e così è stato grazie a Seletti. L’azienda mantovana, nonostante abbia già in collezione alcuni servizi di piatti che si distinguono per originalità – ricordiamo Estetico Quotidiano e Palace, di cui Artribune ha già parlato -, ha voluto ancora una volta scommettere sull’estro artistico. La lavorazione artigianale ha lasciato il posto a quella industriale, con non poche difficoltà tecniche da superare. Una linea colorata di demarcazione tra le due metà di ogni componente segna il confine fra le due arti, ma ne sancisce a pieno titolo l’unione.

Valia Barriello

Nome: Hybrid
Anno: 2011
Designer: CTRLZAK Art & Design Studio
Dimensioni: varie
Tipologia: oggetti per la tavola
Web: www.ctrlzak.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.