Daniele Galliano e quel chiodo fisso

Esordio nella videoanimazione per Daniele Galliano. Che alla GAM di Torino presenta un breve filmato, costruito con migliaia di disegni, in cui scorre la vita di un uomo ossessionato dal sesso.

Daniele Galliano, The man who managed to get pussy off his mind, 2013

Nel suo ultimo lavoro Daniele Galliano (Pinerolo, 1961; vive a Torino) si cimenta per la prima volta, ma sempre con il consueto stile allusivo e irriverente, con una video-animazione (regia di Daniele Galliano e Davide Borsa) costituita da una miriade di disegni su carta, dove il movimento è creato per sottrazione con gomma e matita: una tecnica simile a quella resa famosa da William Kentridge.
La breve opera racconta, in maniera onirica e, fin dal titolo (The man who managed to get pussy off his mind), provocatoria, le notti insonni di un uomo ossessionato dal sesso. Il desiderio striscia nella sua testa sotto forma di flessuose femmine nude, che egli stesso, come Zeus che genera Atena, deve poi materialmente estirpare dal proprio cervello al risveglio. Nella foga del gesto grottesco rivediamo la cruenta voracità espressa da Goya nel Crono che divora i suoi figli. La ricerca dell’appagamento trasfigura l’uomo prima in un essere androgino e poi in donna, la sola davvero libera dal pensiero della “gnocca”, sembra suggerire l’artista attraverso la sua consolidata ironia.

Nel cielo la luna si sgonfia come un palloncino, analogamente alla libido, che placandosi si estingue. La visione progressivamente si allarga all’intero edificio, rivelando quanto accade negli alloggi vicini in una sorta di carrellata sui diversi stadi e stati dell’essere umano: dalla scimmia all’asceta, passando per la famiglia, lungo un percorso, si potrebbe inferire, dalla pura bestialità alla perfetta sublimazione.
Sul finale, accompagnato dalla variazione del registro musicale, che da carnale e animalesco diventa più rarefatto e spirituale, cambia la scala d’osservazione: dal palazzo all’isolato, alla città, al continente, al pianeta terra fin nello spazio siderale apparentemente immobile, ma di fatto in continua trasformazione ed evoluzione.

Veronica Liotti

http://www.danielegalliano.com/

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Veronica Liotti
Veronica Liotti (Novara, 1976). Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano (2002) e il master per curatori all’Accademia di Brera (2005), matura esperienza al Castello di Rivoli nel team diretto da Carolyn Christov-Bakargiev in occasione di T1, La Sindrome di Pantagruel (2005). Successivamente collabora con le gallerie d'arte Vitamin e Verso di Torino e con la Postmasters Gallery di New York. Ha scritto per Segno, Flash Art e ArteSera. Dal 2007 cura una rubrica sulla pittura italiana contemporanea per la rivista medica GIDM edita da Roche Diagnostic, Milano. Oltre che di arte contemporanea si occupa di traduzione editoriale.