Amedeo Modigliani

Brescia - 20/06/2014 : 20/07/2014

In mostra saranno esposti undici disegni realizzati in serigrafia (1912- 1919) con telai a mano su carta del Giappone in tiratura unica d’après.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Architettura Arte Contemporanea è lieta di invitarvi, venerdì 20 giugno 2014, all’inaugurazione della mostra “L’occhio dell’anima” di Amedeo Modigliani. Per l’occasione la galleria sarà aperta dalle 19.00 alle 21.00.

In mostra saranno esposti undici disegni realizzati in serigrafia (1912- 1919) con telai a mano su carta del Giappone in tiratura unica d’après.


L'occhio dell'anima, assente e smisurato, posto nel vuoto per descrivere l'immensità interna, è la via che è di noi spirito della mente



L'arte, attraversando disegno e corpo, racconta la possibilità di trasmettere ciò che è oltre la materia ed indaga, disegnando o astenendosi dal disegnare, aspetti del linguaggio dell'anima.

Quegli stessi occhi, soltanto accennati da due semplici segni, ignari di cosa possa essere la bellezza dentro, sono in attesa di poter essere segnati e poter dire di se stessi; altri occhi pensanti e assenti, altri ancora indifferenti.

Quello che divide lo spazio ne solleva la superficie e inizia a trascendere e svelare l'essenza, la matrice perfetta.

Il segno, che porta con sè il dramma della vita, racconta e incide quell'ombra che ne determina il suo esistere.

Abbandonati nella solitudine di un sogno dove tempo e spazio si spostano, i piani iniziano a frantumarsi e sciogliersi per svelare le forme dell'esistenza.
Raccontano il vuoto e la luce come una cosa sola.


ARCHITETTURA ARTE CONTEMPORANEA
Via A. Bazzini 5/7 Brescia, 25123
T. +39.030.3761060
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Cenni Biografici.
Amedeo Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920) pittore e scultore italiano. A Livorno studiò con G. Micheli, allievo di G. Fattori; fu poi alle scuole di belle arti di Firenze (1902) e di Venezia (1903), risentendo le suggestioni dello Jugendstil, della cultura figurativa secessionista, di G. Klimt.
Nel 1906 si stabilì a Parigi. Era il periodo dell’esplosione fauve e della nascita della pittura cubista: tali esperienze d’avanguardia furono utilizzate da Modigliani, unitamente alla fondamentale lezione cézanniana, per la definizione di uno stile che si sarebbe sviluppato in termini estremamente personali e caratterizzati. Va tuttavia sottolineato anche il ruolo, non meno decisivo, della sua prima e disorganica formazione letteraria, legata a una cultura postromantica e decadente; essa contribuì a fare di lui soprattutto l’estremo “erede e liquidatore” della tradizione ottocentesca., tra recupero classicista e tardo romanticismo.
A Parigi Modigliani fu influenzato da H. de Toulouse – Lautrec, P. Gauguin, V. Van Gogh e soprattutto da P. Cézanne, da cui riprese quella costruzione delle figure per grandi masse cromatiche che si avverte già in opere del 1909 come il mendicante di Livorno e Il suonatore di Violoncello (Entrambe a Parigi, Coll. P. Alexandre). Dopo un breve soggiorno italiano Modigliani si stabilì definitivamente a Montparnasse. È il momento dell’amicizia con C. Brancusi, della comune scoperta della scultura negra e della forza espressiva e ritmica della linea: messa da parte la pittura, Modigliani si dedica intensamente al disegno e alla scultura. Scolpisce in pietra teste che risentono anche suggestioni della plastica greca arcaica e disegna una serie di cariatidi che traduce poi in un’unica scultura (1913 – 1914 New York, National Museum of Modern Art).
L’esperienza della scultura è un passaggio chiave per l’individuazione della funzione costruttiva della linea, determinante nella pittura di Modigliani dopo il 1914. Tra il 1915 e il 1920 l’artista eseguì la parte più consistente e più nota della sua opera: quasi esclusivamente ritratti, con l’eccezione di alcuni paesaggi dipinti durante un soggiorno a Nizza tra il 1918 e il 1919. Tra i ritratti sono da ricordare quelli degli amici (Max Jacob, 1916, Dusseldorf, Kunstsammlung Nordrehin-Westfalen; Paul Guillaume seduto, 1916, Milano Museo Civico d’Arte Contemporanea; Jaques Lipchitz e la moglie, 1917, Chicago, Art Institute) e di personaggi anonimi (Contadinello, 1918, Londra, Tate Gallery; La servetta, 1916, Zurigo Kunsthaus), i nudi di modelle (Nudo sdraiato, 1916, Londra, Courtauld Institute Gallery; Nudo sdraiato a braccia aperte, 1917, Milano, Collezione privata; Il grande nudo, 1917, New York Museum of Modern Art) e la serie dedicata a Jeanne Héburterne e a Hanka Zborowska. La fortuna critica di Modigliani crebbe rapidamente dopo la sua morte e fu definitivamente consacrata con la grande mostra alla Biennale di Venezia del 1930.