L’Associazione Culturale Vincenzo De Luca prosegue il progetto A Cielo Aperto, a cura di Bianco-Valente e Pasquale Campanella, attività di ricerca nel mondo dell’arte contemporanea e costruzione di un museo diffuso all’aperto, in cui diverse opere permanenti dialogano con l’ambiente montano nel Comune di Latronico.

Informazioni

Comunicato stampa

iovanni Giacoia, Giuseppe Giacoia
(T)here

Spazi Attivi, Carlo De Luca
Una mappa su due piedi
¬
(T)here
Presentazione del progetto
7 agosto, ore 18.00
Residenza per l’arte contemporanea Maddalena Maturo
via Dante Alighieri 119
Latronico (PZ)

Una mappa su due piedi
Presentazione del workshop
7 agosto, ore 16.00 - 17.30
Workshop
8 - 11 agosto, ore 15.30 - 19.00
Residenza per l’arte contemporanea Maddalena Maturo
via Dante Alighieri 119
Latronico (PZ)
Mostra
Inaugurazione 12 agosto, ore19.00
Periodo espositivo dal 12 al 22 agosto
ore 18.00 - 21.00
Sede Associazione Vincenzo De Luca
via Settembrini 2
Latronico (PZ)

L’Associazione Culturale Vincenzo De Luca prosegue il progetto A Cielo Aperto, a cura di Bianco-Valente e Pasquale Campanella, attività di ricerca nel mondo dell’arte contemporanea e costruzione di un museo diffuso all’aperto, in cui diverse opere permanenti dialogano con l’ambiente montano nel Comune di Latronico.
Continuano le attività di workshop con le esperienze degli artisti Giovanni Giacoia e Giuseppe Giacoia e di un gruppo di urbanisti e architetti, Spazi Attivi e Carlo De Luca.

Il progetto (T)here di Giovanni Giacoia e Giuseppe Giacoia pone una riflessione sulla figura del flaneur e del vagabondare senza meta; passeggiare, camminare diventa una forma di scoperta, un percorso sensoriale che dà vita a performance perpetue sul territorio. Le azioni sono una raccolta di informazioni ispirate ai riti deambulatori del movimento Dada, Fluxus e della pratica di détournement dei Situazionisti.
(T)here è un atto antagonistico allo stare fermi, è l’incontro tra l’individuo e le forme del paesaggio: la produzione, come afferma Deleuze, di una nuova piega che crea un’irregolarità nei luoghi normati dalla cultura. Gli artisti elogiano quell’improduttività che ribalta i termini dell’agire, inaugurando una sperimentazione vitale del desiderio in cui si determina quello che Paolo Mottana chiama ipergesto: “quando un gesto risveglia altri gesti” per dar vita a una visione fuori dal comune dei percorsi abitudinari.
Le incursioni sul territorio che gli artisti propongono ai cittadini di Latronico saranno somministrate attraverso l’uso di scatole-Kit di istruzioni: uditive, gustative, olfattive, tattili, sonore e mentali che saranno raccolte attraverso passeggiate individuali e collettive, diurne e notturne, sotto forma di disegni, note, parole, frasi, foto, audio o altro.
Giovanni Giacoia e Giuseppe Giacoia, spingono il pubblico a intraprendere un’azione performativa, in cui il cammino è un gesto estetico, per scoprire il paese e i suoi spazi.
Le informazioni raccolte durante le deambulazioni condurranno alla realizzazione di un’ installazione permanente di sei pietre, distribuite sul territorio, sulle quali sarà inciso-scolpito un sigillo. Il sigillo sarà creato attraverso la riduzione di frasi o parole, ottenute sia durante le passeggiate, sia dalla restituzione delle scatole-Kit. I sigilli, come degli ex-voto laici, incapsuleranno le memorie, i ricordi e i desideri dei cittadini latronichesi.

L’azione motrice del “camminare” sarà l’elemento di misurazione dello spazio e della percezione di se stessi anche nel workshop Una mappa su due piedi del gruppo toscano Spazi Attivi che, in collaborazione con Carlo De Luca, realizzerà la mappa di comunità di Latronico. Questo intervento pone l’attenzione al territorio come bene comune e alla “polverizzazione identitaria”, di cui parlano Alberto Magnaghi e i Territorialisti, messa in atto dai processi storici locali e nazionali.
Il workshop sarà aperto alle persone che intendono ripercorrere le strade del paese per riscoprire i tratti identitari della comunità e i ritmi dei luoghi che la compongono. Una mappa su due piedi propone un percorso di avvicinamento alla cittadinanza e al tema della progettazione partecipata con l’intento d’innestare processi virtuosi di valorizzazione del territorio, auto-organizzazione, senso di appartenenza e di gettare le basi per l’elaborazione di una vera e propria mappa di comunità.
Prima di aprirsi al territorio, i partecipanti saranno preparati dal team di Spazi Attivi che organizzerà un incontro conoscitivo nel quale verranno affrontati temi legati alla progettazione partecipata in ambito urbanistico e di aggregazione sociale, alle mappe di comunità e alla rappresentazione del territorio. Il workshop sarà anche un momento di indagine diretta in cui saranno realizzate interviste-video per raccogliere elementi di legame tra gli abitanti, i luoghi e la comunità. Gli elementi materiali e immateriali che emergeranno e che verranno mappati saranno presenti nel momento conclusivo del workshop, con la costruzione di una mappa che definisce Latronico come luogo e comunità. Sarà allestita una mostra, nello spazio espositivo dell’Associazione, con un’installazione che vedrà insieme diverse “mappe sensoriali”.





Biografie


Giovanni Giacoia
è nato a Latronico (PZ). Vive e lavora a Glasgow, Scozia. È insegnante di Arti Applicate al CoGC ed artista ospite alla Glasgow School of Art. È un artista praticante e lavora con diversi materiali e pratiche: disegno, pittura, stampa, film, mixed media e performance participative. Dopo essersi laureato in Pittura e Stampa alla Glasgow School of Art ha conseguito un MFA alla School of Visual Arts a Boston University, USA. Le mostre più recenti a Glasgow includono: I Can’t Compete I’m not Complete (CassArt Space, Glasgow 2017); An Alien Word You Want to Say (GOH 2017, Venue 66), Paste Applied to Waste with Taste (The Reading Room at Whiteinch Library, 2016), Integrity (The Glue Factory, 2015). Nel 2011 partecipa alla Biennale nel Mondo, parte della 54esima Biennale di Venezia. Altre mostre includono Big Red Shindig (Boston Center for the Arts, Boston MA), Convergence (808 Gallery) e Neither Heads Nor Tails (808 Gallery, Boston MA) entrambe nel 2014; Resident 13 (Royal Scottish Academy, Edinburgh, Scotland) and Just Like a Washing Machine: Think Pure Thoughts (BU Commonwealth Gallery, Boston MA) nel 2013. Ha ricevuto diversi premi, tra questi: L’Howard Gotlieb Archival Research Center Prize, il Boston Young Contemporaries 2013 Jury Prize, e nel 2014 the Vermont Studio Center fellowship. Il suo lavoro si trova in collezioni pubbliche e private: l’Howard Gottlieb Archival Research Center (Boston, USA) ed il Royal Scottish Academy e Richard de Marco Archive (entrambi in Edimburgo, Scozia) ed il CoGC Art Foundation. Mostra in programmazione: Art Confessional, una performance partecipativa con Alison McBride nel GOMA Gallery 1.

Giuseppe Giacoia
Nato: Latronico (PZ). Vive e lavora a Latronico tra artigianato, apicultura e creazioni di arti visuali. La sua pratica artistica spazia dalla scultura al design, dalla fotografia al video, includendo performance e composizioni di musica concreta.
Tra le collaborazioni più recenti si possono includere: La Passione del Grano (Wurmkos, PAV Torino 2017); Vasto Mondo con Francesco Bertelè (Museo Pecci, Prato 2016); il progetto Cento Capre con Fracesco Bertelè, Madely Schott e Pietro Rigolo (allo Spazio Cantisani, Latronico, 2014 ed al Kunstnernes Hus, Oslo 2015). Giacoia (aka Gustaf Turmak) è stato vincitore nel 2016 del Call for Works dedicato alle sorgenti sonore autocostruite con l’opera ‘Ho Steso le Pietre al Vento’, che sarà anche eseguito prossimamente (settembre 2017) nell’ambito di Tempo Reale Festival al Museo del 900 di Firenze.


Spazi Attivi
è un’associazione di promozione sociale con lo scopo di migliorare la qualità dello spazio urbano e delle relazioni umane, stimolare la cura dei luoghi, recuperare spazi e strutture dismesse e attivare la partecipazione dei cittadini. L’associazione si è costituita il 21 aprile 2015.
2015 Open Space Technology, Costruiamo insieme la casa delle città, Pistoia; evento Guerrilla Gardening Associazioni Officina Lieve, Fuori Mercato e Laboratorio Tertulia; Biennale dello Spazio Pubblico, Gestione partecipata dei beni comuni e sharing economy; 2016 Per mangiarti meglio, programma educativo Chiavi della Città, Firenze; Eco-Briglia: fabbrichiamo insieme l’Ecoquartiere, Regione Toscana; sharing festival 2016 Spazi della collaborazione e Le nuove professioni e il mondo dell’innovazione, Ferrara; 2017 Lucca creative Hub, processo partecipativo e partecipazione alla gestione del coworking e dello spazio multifunzionale, Lucca; Verso la vita - Human Race, in collaborazione alle associazioni Kenosis, Insieme per mano e al fotoreporter Andrea Palmucci; Smart people design smart cities, prima edizione Co-Design Jam organizzata dal Codesign Toscana.
www.spaziattivi.it

Carlo De Luca
Laureato in urbanistica e pianificazione ambientale, coltiva la passione per la partecipazione attiva dei cittadini nelle tematiche urbanistiche.

Filippo Berta

opera permanente
inaugurazione 12 agosto 2017
ore 18.00
ritrovo piazzetta San Giovanni

performance
13 agosto 2017
ore 22.00
ritrovo piazzetta San Giovanni

L’Associazione Culturale Vincenzo De Luca prosegue il progetto A Cielo Aperto, a cura di Bianco-Valente e Pasquale Campanella, attività di ricerca nel mondo dell’arte contemporanea e costruzione di un museo diffuso all’aperto, in cui diverse opere permanenti dialogano con l’ambiente montano nel Comune di Latronico.
Questa estate è presente in residenza l’artista Filippo Berta con un doppio intervento: un’opera permanente e una performance, accomunati dalla volontà di coinvolgere attivamente il pubblico e gli abitanti di Latronico.
L’artista, camminando nei vicoli di Capadavutu, la parte più antica del paese, ha notato che le strade sono illuminate prevalentemente dalle luci provenienti dalle finestre aperte e il silenzio è interrotto dal volume dei televisori posti all’interno di queste case.
Da questa suggestione si sviluppa la performance corale e cittadina che mette in relazione e fa interagire la sfera privata con quella pubblica e porta lo spettatore a riflettere sulla vita sociale influenzata dai dualismi: Privato/Pubblico - Invisibile/Visibile.
Si tratta di una nuova forma di partecipazione, condivisione e concatenamento tra luogo privato e individuo, da cui, come diceva Bachelard, nasce un'immagine poetica che provoca echi e richiami tra lo spazio aperto e quello chiuso e delimitato della casa. Il percorso, racconto intersoggettivo tra spazio e soggetto, fa emergere considerazioni sulle proprie radici, sulla storia, sui ricordi al fine di produrre un’opera che nasce da un’infinita negoziazione tra sé e l’ambiente.
Il pubblico, durante la performance, accompagnato dall’artista, scoprirà anche una nuova dimensione spaziale che sarà determinata dalla presenza del suono. Lo spettatore potrà avvicinarsi a una finestra, per sentire i rumori, le voci e le trasmissioni radio-televisive, per cogliere quella complessità del mondo e le diverse realtà sociali celate dai muri di casa. Le suggestioni vissute durante il percorso diventano il pretesto per sollecitare il pubblico a immaginare l’individuo e la sua sfera privata, che spesso non si manifesta palesemente nella vita sociale.
Questa ricerca è presente anche nello sviluppo dell’opera permanente dove l’artista vuole traslare gli spazi privati negli spazi pubblici. Le planimetrie di alcuni appartamenti adiacenti alle vie pedonali di Latronico sono ridisegnate a terra in modo speculare con della vernice bianca. Filippo Berta come Lars Von Trier in Dogville ha deciso di abbattere le pareti delle case, creando la possilità, a chi passa o a chi decide di abitarlo, di poter vedere dei frammenti di ciò che potrebbe accadere all’interno dell’abitazione adiacente. Gli spazi privati diventano di dominio pubblico e le persone possono attraversare e interagire con i confini di quei luoghi dove la sfera privata si manifesta liberamente.

Biografia

Filippo Berta (1977). Le micro-narrazioni di Filippo Berta rivalutano piccoli gesti, accentuano le sottili differenze per smascherare la messa in opera di una minuziosa ricerca di difformità, tensioni, opposizioni e dualismi. Tutto ciò che sta in mezzo a simili dualismi è materia di discussione nei suoi lavori. Questi aspetti emergono attraverso il tentativo di raggiungere una perfezione ideale, interrotta dalla costante possibilità del fallimento e dalla fragilità dell’effimero. Nel 2015 vince il Premio Fondazione MIA di Bergamo. Nel 2014 vince il Premio Maretti, La Habana (Cuba) ed è finalista al Talent Prize di Roma. Nel 2008 è tra i vincitori della IV Edizione del Premio Internazionale della Performance, Galleria Civica di Trento. Ha esposto al MSU Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, Croazia (2016), alla Galleria Civica di Danzica, Polonia (2015), Museo dell’Architettura e del Design della Slovenia, Ljubljana (2014), alla Biennale di Thessaloniki IV Edizione (2013), al Jonkopings Lans Museum, Svezia (2013), alla Staedtischegalerie di Brema, Germania (2013), al Museo di Pori, Finlandia (2013), al Museo MADRE di Napoli (2012), alla III Edizione della Biennale di Mosca - Young Art (RU, 2012), alla Biennale di Praga V Edizione (2011).

Maurizio Montagna

SCENERY // scenari
Workshop
16 - 20 agosto 2017
ore 15.30 - 18.00
Residenza per l’arte contemporanea Maddalena Maturo
via Dante Alighieri 119
Latronico (PZ)

L’Associazione Culturale Vincenzo De Luca prosegue il progetto A Cielo Aperto, a cura di Bianco-Valente e Pasquale Campanella, attività di ricerca nel mondo dell’arte contemporanea e costruzione di un museo diffuso all’aperto, in cui diverse opere permanenti dialogano con l’ambiente montano nel Comune di Latronico.
Il fotografo Maurizio Montagna, presente in residenza con il progetto SCENERY // scenari, condurrà un workshop a partire da elementi simbolici del paesaggio. L’artista-fotografo, afferma che in una visita notturna a Latronico, nella parte alta del paese, lo scenario illuminato dalla luna piena ha fatto apparire il monte Alpi come una enorme roccia lunare, creando quasi un effetto iridescente nel paesaggio.
La proposta progettuale su Latronico, parte quindi dalla lettura del territorio, analizzando le località dove è fortemente presente il monte e la roccia dolomitica che viene tuttora estratta dalle cave, e vuole indagare anche le ragioni non solo geologiche ma anche storiche e culturali.
SCENERY // scenari, è la pratica dell’attraversamento e dell’osservazione del paesaggio in determinate ore della giornata, condizionate dalla luce e dalle forme diverse di fruizione del luogo. Il monitoraggio del territorio sarà un aspetto importante e in primis la relazione con il paese, vissuto come un processo di esperienza in cui si sviluppa un dialogo tra l’individuo e il proprio immaginario, l’immagine fotografica e il reale.
Nel workshop non solo si metteranno “a fuoco” i canoni di rappresentazione, ma anche di comprensione di quella porzione di territorio attraversato, finalizzata a creare una consapevolezza della nostra capacità percettiva dello spazio. Conoscere un luogo, non è semplicemente legato alla fruizione visiva; il fatto stesso che spesso si abbia la necessità di riprendere il passaggio con un’istantanea, spesso realizzata con un telefonino, evidenzia l’incapacità di relazione e di comprensione di quello che stiamo vedendo. Tutto questo parte dalla considerazione che qualsiasi luogo frequentiamo ci appare in relazione non solo a quello che vediamo, ma anche ai condizionamenti di altri sensi che distraggono la nostra capacità percettiva. Per queste ragioni, Maurizio Montagna farà realizzare alcune foto in specifiche ore delle giornata, quando il sole è più alto e la luce crea scintillii e una relativa assenza di ombre e viceversa la notte, con una luce piatta ma diffusa dove in relazione alla posizione lunare si avrà una luce più o meno potente.
Il progetto SCENERY // scenari, oltre che una serie di stampe fotografiche in piccolo formato, produrrà un libro d’artista, in edizione limitata, che conterrà le foto dei partecipanti al workshop, tutto questo condurrà alla realizzazione di un’opera permanente fuori edizione di grande formato che sarà installata nel paesaggio urbano del paese.




Biografia


Maurizio Montagna lavora con la fotografia da 20 anni. I suoi lavori realizzati con macchine fotografiche in grande formato attraversano temi legati al paesaggio urbano, all’architettura e a studi legati alle varie modalità espressive della fotografia. Realizzando progetti articolati che creano relazioni tra linguaggio e rappresentazione, il suo lavoro mette in discussione la stessa potenzialità documentaria della fotografia.
2012 Peripheral Visions: Italian photography in context, 1950s - Present, the Bertha and Karl Leubsdorf art gallery, Hunter College New York, Stati Uniti; 2014 Fundamen tals, XXIV Architecture Biennale, Arsenale, Venezia, Italia; 2015 Aldo Andreani architetto, Palazzo Te, Mantova Italia; 2016 Maurizio Montagna - Passaggi di Sguardo e Tempo tra Salerno e Reggio Calabria - SP 3, Gallery Treviso; Verso il Mediterraneo. Sezioni del paesaggio da Salerno a Reggio Calabria, Palazzo Poli, Roma.
Premi: 1999 Les laurate de la galerie d’essai, Le Rencontres International de la Photographie d’Arles award, Arles Francia; 2007 Statement Paris Photo, international exposition, 8 artists of the emerging scene represents Italy and expose their works at the Carrousel du Louvre, Parigi, Francia; 2009 Gallarate award in contemporary photography, Terzo Paesaggio, civic gallery of modern art, Gallarate, Italia.
Monografie: 2004 Albedo, the Plan editore; 2008 Billboords, damiani editore; 2009 Giulio Minoletti Architetto, schine editore; 2016 Aldo Andreani Architetture, immagini, visioni, electaarchitettura editore.



A Cielo Aperto. Partecipazione e dialogo a Latronico

A Latronico, un piccolo paese della provincia di Potenza, si è svolta la nuova edizione del progetto d’arte pubblica A Cielo Aperto, a cura...