Una mostra in 3 atti. Anzi 4. Anzi 5

Questa volta il “Fedex” arriva da Trento. MA sarebbe potuto arrivare anche da Lodnra, Ghent o Porto. Perché parliamo della retrospettiva di Nedko Solakov e del suo catalogo. Mostra quadrilocata e un libro che è la quinta sede dell’antologica.

Nedko Solakov - All in (my) Order, with Exceptions

Complessa è la struttura della retrospettiva (auto)organizzata di Nedko Solakov. Basti dire che, oltre alle tre mostre che, con opere scelte dai rispettivi curatori/direttori, transitano da Londra (Ikon), Ghent (S.M.A.K.) e Porto (Serralves), ce n’è una quarta. Era allestita alla Civica di Trento fino alla scorsa domenica e il selezionatore era lo stesso artista, che ne ha dunque pure modificato il titolo: All in (my) Order, with Exceptions.
Se il diktat per le altre sedi era che ogni curatore scegliesse un’opera per anno (anche le stesse, ed è la ragione per cui la mostra circola in tempi diversi), in Italia Solakov si è autoimposto la regola di escludere tutti lavori già scelti per la retrospettiva.
Al di là delle bizzarrie messe in scena nella rassegna trentina (6 che diventano 9 guardando la data a testa in giù, ad esempio), il valore aggiunto della curatela dell’artista si trasferisce anche sul corposo catalogo edito per l’occasione dalle quattro istituzioni (Hatje Cantz, pagg. 400+36, € 58). Perché la celeberrima scrittura di Solakov attornia e commenta ogni opera da lui stesso scelta, e i muri della Civica su cui è intervenuto in alcuni casi rimandano proprio al catalogo.
Così, quella che poteva essere una mostra di “secondo livello” si è tramutata nella retrospettiva più curiosa fra le quattro. E il volume è diventato una sorta di libro d’artista, con “didascalie” divertenti e scanzonate.

Nedko Solakov - Fairy Tale #1 - 1991

A commento di Talking Luxury (1999), ad esempio, si leggono alcune parole che descrivono il progetto, alle quali segue una cancellatura; e Solakov chiosa: “Sorry, no conceptual click here, just a mistake”.
Andrea Viliani, direttore della Fondazione Galleria Civica, si è anche premurato di produrre un allegato al catalogo, che contiene la traduzione italiana dei saggi di Lara Boubnova e Christy Lange, oltre che della conversazione fra Solakov e Carolyn Christov-Bakargiev.

Marco Enrico Giacomelli

Nedko Solakov – All in (my) Order, with Exceptions
Hatje Cantz, Ostfildern 2011
Pagg. 400+36, € 58
ISBN 9783775731720
www.hatjecantz.de

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #5

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.