Dall’Alpe a Sicilia. Dovunque è FAI

Sono settecento i luoghi da scoprire nel corso della XXI Giornata FAI di Primavera. Noi ve ne suggeriamo venti, uno per Regione. Per un Giro d’Italia a caccia di bellezze nascoste, da proteggere e valorizzare.

Milano, l'UniCredit Tower

Senza la passione dei volontari, dove andrebbe la cultura? Bella domanda, brutta risposta: perché l’indirizzo finale si aggira, fatalmente, dalle parti di ramengo. Vale 5,4 punti percentuali di PIL l’attività del non profit nei settori della cultura e della creatività; un ambito nel quale lavorano un milione e mezzo di persone, agiscono 400mila aziende e si muovono almeno 800mila volontari.
Non così tanti, ma molti, sono impegnati sabato 23 e domenica 24 marzo nella 21esima edizione della Giornata FAI di Primavera, che raddoppia sul calendario ma conserva la dicitura al singolare. Pazienza. Perché se c’è un soggetto simbolo della capacità di mettere a sistema economie virtuose, diventando forza propulsiva per la salvaguardia e la messa in valore del territorio, quello è proprio il Fondo per l’Ambiente Italiano: centinaia i volontari che si occupano dei quasi cinquanta siti protetti dall’ente, 25 dei quali fruibili in modo regolare; 700 le meraviglie d’Italia, altrimenti interdette al pubblico, visitabili nel corso di una due giorni che punta a svelare come la meraviglia sia davvero dietro l’angolo. E come sia necessario, per toglierle di dosso la polvere, il contributo di tutti: in termini finanziari, con l’adesione e il sostegno all’associazione; in termini fisici e pratici, prestando la propria opera di volontari. E come spesso accade, il buon esempio arriva dai più giovani, tutt’altro che choosy: sono 21mila gli studenti che partecipano al progetto Apprendisti Ciceroni, alternandosi in veste di guide d’eccezione.

L'immagine coordinata della Giornata FAI di Primavera
L’immagine coordinata della Giornata FAI di Primavera

È possibile dare suggerimenti e indicazioni su un calendario che prevede così tanti appuntamenti? Ovviamente no. Per quello, semmai, c’è l’app gratuita da scaricare su smartphone e tablet. A titolo puramente indicativo – e rigorosamente arbitrario – giochiamo a pescare dal mazzo venti mete possibili, una per Regione: venti suggestioni, da nord a sud, per comporre un parziale ritratto del Belpaese.
In Valle d’Aosta ecco gli affreschi di matrice borgognona della romanica cappella di Santa Maria Maddalena a Gressan; in Piemonte apertura straordinaria per gli storici stabilimenti Zegna di Trivero, nel biellese, con laboratori didattici sul tema della sostenibilità dedicati ai più piccoli. Tra tanti luoghi che esaltano la memoria storica della Lombardia; perché non sceglierne uno che guarda al futuro? Visite, a Milano, al cantiere di Porta Nuova e possibilità di accesso all’UniCredit Tower di piazza Aulenti, il grattacielo più alto d’Italia da poco aperto in zona Porta Garibaldi.
L’Emilia Romagna ferita dal terremoto riparte da Reggio: accesso esclusivo all’intercapedine sopra la prima campata del Duomo, per vedere gli affreschi gotici altrimenti nascosti dai successivi interventi ottocenteschi; tra ville e filande, in Veneto, può valere la pena scegliere a Castelfranco una capatina a Casa Costanzo, dimora di uno dei committenti del Giorgione. In Friuli è imprescindibile calarsi nei bastioni e nelle fortificazioni di Palmanova; in Trentino da vedere c’è il Castello di Avio a Sabbionara; momenti di relax in Liguria: il tempo si è fermato, a Genova, nella storica bottega di barbiere di vicolo Caprettari.

Isola del Liri
Isola del Liri

Non solo Rinascimento, in Toscana: nell’ex Convitto Tolomei di Siena spuntano, a sorpresa, esotici affreschi di inizio Ottocento; trekking tra storia e natura in Umbria, lungo i sentieri che uniscono le fortificazioni della Valnerina. Nel Lazio l’archeologia è anche industriale: a Isola del Liri, nel frosinate, riaprono i siti delle storiche cartiere che rifornivano il Regno di Napoli; in clima con il 150esimo anniversario dalla nascita del Vate ci sta una visita, in Abruzzo, all’Eremo Dannunziano di San Vito Chietino.
Fari puntati, nelle Marche, sul suggestivo borgo medievale di Amandola; in Basilicata è il Castello Tramontano di Matera ad aprire le proprie porte, mentre in Molise lo fa l’Osservatorio Astronomico di Castelmauro. Suggestivo, in Puglia, l’ingresso ad Andria nella chiesa rupestre di Santa Croce, ricoperta di stupefacenti affreschi trecenteschi.
È un bignami di storia a cielo aperto, in Campania, Teano: si passa senza soluzione di continuità dalle antiche vestigia romane agli echi garibaldini; a Frascineto, in Calabria, ci si tuffa nella straordinaria vitalità culturale della locale comunità arbëresch, enclave albanese nel cuore della Sila. Visite sotterranee a Marsala, in Sicilia, con l’immersione nel mausoleo romano di Crispia Salvia e nella Grotta della Sibilla; in Sardegna Cagliari apre i propri giardini segreti: quelli di Villa Devoto e Villa Mazzella.  

Francesco Sala  

www.giornatafai.it

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.