A Piacenza via ai “Misteri della Cattedrale”. Con una mostra e la visita alla cupola del Guercino

Ad aprile verrà inaugurato il nuovo percorso espositivo del Museo della Cattedrale di Piacenza, alla scoperta di capolavori e luoghi segreti custoditi all’interno della fabbrica del Duomo. Con la possibilità di guardare molto da vicino la cupola affrescata dal Guercino.

Museo della Cattedrale di Piacenza
Interno, Piacenza, cattedrale di S. Maria Assunta, ©Marco Stucchi

Un progetto museale di ampio respiro, che oltre a un nuovo allestimento delle opere esposte vedrà la nascita di un percorso storico e artistico che condurrà i visitatori alla scoperta di luoghi poco noti e inusuali, ma non per questo di minore rilevanza culturale. Inaugurerà a Piacenza il prossimo 7 aprile I Misteri della Cattedrale. Meraviglie nel labirinto del sapere, progetto che vedrà l’inaugurazione del nuovo allestimento del Museo del Duomo, ma soprattutto l’apertura al pubblico di un percorso di visita all’interno degli spazi più segreti della Cattedrale, per giungere fino alla cupola affrescata dal Guercino.

IL PROGETTO

Dopo l’esperienza di Guercino a Piacenza, la mostra svoltasi lo scorso anno in occasione dell’anniversario dei lavori compiuti da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento, 1591 – Bologna, 1666) all’interno della Cattedrale di Piacenza, la città emiliana omaggia nuovamente l’artista cinquecentesco con un progetto che valorizza le collezioni e i tesori custoditi all’interno del Duomo piacentino. I Misteri della Cattedrale. Meraviglie nel labirinto del sapere è promosso dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio, in collaborazione con la Fondazione Piacenza e Vigevano, il Comune di Piacenza e l’Archivio di Stato di Piacenza, e dalla prossima primavera vedrà il Museo della Cattedrale presentarsi con un nuovo allestimento, con un ingresso autonomo da via Prevostura che permetterà di accedere, per la prima volta, dai giardini sul retro delle absidi della Cattedrale. Ma ciò che caratterizzerà il nuovo allestimento sarà il particolare percorso in cui esso si sviluppa: le opere, collocata in diversi spazi e livelli del Duomo, condurranno il visitatore sempre più in alto, fino alla cupola della Cattedrale, che il Guercino terminò di affrescare nel 1627.

Museo della Cattedrale di Piacenza
Giorgio da Muzano-Taddeo Prete (1492), Miniatura con Santo Stefano, Piacenza, Museo di S. Antonino

LA MOSTRA: DAI MANOSCRITTI ALL’ARTE CONTEMPORANEA

La mostra che inaugurerà il nuovo allestimento del museo riporterà alla luce alcuni dei più preziosi codici miniati medievali, come il Libro del Maestro o il Salterio di Angilberga, appartenenti al patrimonio archivistico piacentino e di assoluto rilievo nel panorama europeo. Il percorso di visita si aprirà con la proiezione di un video che racconterà la storia del complesso vescovile piacentino dal IV secolo fino alla costruzione dell’attuale Cattedrale. La sala delle sculture, quella degli argenti e quella delle suppellettili lignee faranno da introduzione alla piccola pinacoteca in cui saranno conservate alcune preziose pale d’altare, come I diecimila martiri crocifissi di Elisabetta Sirani, la Madonna dello Zitto di Giovanni Battista Tagliasacchi, Morte di San Francesco Saverio di Robert De Longe e il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni in dialogo con un Achrome di Piero Manzoni della collezione MCM Mazzolini. La prima tappa sarà nella sala dell’archivio storico capitolare dove all’interno dell’architettura, formata dai grandi armadi lignei del XVIII secolo, sarà ospitata la sezione musicale. La visita alle restanti sezioni della mostra continuerà nelle sagrestie superiori, per giungere infine al Libro del Maestro, un totum liturgico risalente al XII secolo.

Museo della Cattedrale di Piacenza
Leone stiloforo, Piacenza, Cattedrale di S. Maria Assunta, esterno

IL CLOU DEL PERCORSO: LA CUPOLA DEL GUERCINO

Ultima tappa di questo percorso in salita sarà la cupola del Duomo: i visitatori potranno entrare nel loggiato e, dopo aver assistito allo show di luci creato da Davide Groppi, potranno procedere lungo tutto il perimetro della cupola, ammirando da vicino il ciclo affrescato dal Guercino, composto dai sei scomparti con le immagini dei profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, dalle lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei Pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto -, da otto affascinanti Sibille e dal fregio del tamburo, cui si aggiungono i due spicchi della cupola che raffigurano i profeti Davide e Isaia, dipinti da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone. “L’ufficio diocesano per i beni culturali della Diocesi di Piacenza-Bobbio”, ha spiegato il suo direttore Manuel Ferrari, “con la mostra ‘I Misteri della Cattedrale’ porta avanti l’opera di valorizzazione della Cattedrale e dello straordinario patrimonio artistico che a essa appartiene. Dopo la riapertura del percorso nei sottotetti che conduce alla cupola affrescata dal Guercino, tocca ora a un altro capolavoro internazionalmente riconosciuto dalla comunità scientifica quale il ‘Libro del Maestro’ e a preziosi manoscritti del territorio, utili a far comprendere la vita civile, sociale e religiosa”.

– Desirée Maida

Evento correlato
Nome eventoI Misteri della Cattedrale
Vernissage07/04/2018
Duratadal 07/04/2018 al 07/07/2018
Generearte antica
Spazio espositivoDUOMO DI PIACENZA
IndirizzoPiazza Duomo - Piacenza - Emilia-Romagna
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.
  • Alberto Esse

    tutto bene però…
    “Non dobbiamo avere per forza nostalgia della qualità comunicativa “semplice”, “comprensibile” dell’arte figurativa, delle immagini realistiche “che sembrano vere”. Questa “semplicità”, questa “comprensione”, a pensarci bene, sono le stesse della televisione di oggi e di certi programmi”.
    Basterebbero queste brevi e preganti parole di Mons. Tonini per liquidare l’operazione in corso nella cattedrale di Piacenza con l’esposizione della “Ultima cena” di Sartini come il trionfo del kich che, oltretutto rappresenta un’offesa per gli autentici capolavori artistici presenti in cattedrale oltre che un ennesima concessione ad una visione artistica dell’arte provinciale sottoculturale che nega ogni elemento di contemporaneità.(Si dirà, ma come, il Sartini è il pittore di re e papi: ma chi ha detto che re e papi, pur se illuminati dall’alto siano anche dei competenti nel mondo dell’arte?. Non sono più i tempi di Giulio II)
    Non voglio polemizzare con il pittore (del resto ho molto rispetto per gli artigiani) ma con le élite dirigenti conservatrici della nostra città di cui la curia oggi è un esempio. Dico oggi, perché l’operazione “Ultima cena” è solo l’ultimo e triste atto del braccio di ferro che ha opposto esponenti di una maggior sensibilità artistica contemporanea con i “passatisti”. Morto, e seppellito, mons. Tonini, mandato in esilio don. Lusignani (aperto intenditore che portò a Piacenza la bella Collezione Mazzolini) il trionfo dell’ala guidata da don. Ponzini è oggi totale. Abbamo così avuto le chiese invase da sculture “pseudo moderne” molto discutibili, la mostra penosa all’Alberoni “dedicata” al sublime Ecce Homo di Antonello da Messina ed ora il Salvini nei panni di Gesù esposto in Duomo. E purtroppo non è solo questione di Curia perché, rispetto e per rispetto all’arte contemporanea dalle parti di Palazzo Mercanti non stiamo affatto meglio, anzi…
    Per denunciare questo “scandalo” assieme a Lino Baldini abbiamo realizzato l’installazione performance “Prima colazione” (video su youtube). Dopo alcuni mesi in gran silenzio la curia ha spostato il dipinto di Sartini in una abside ma sempre all’interno del duomo, al posto di un trittico del trecento e del pregevole Guido Reni. In questo modo i visitato ri del Guercino e della mostra “I misteri della cattedrale” potranno ammirare anche il mistero (di cosa ci fa là) dell’Ultima Cena di Sartini”.

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