Fondazione Cariplo compra Spazio Oberdan. Ospiterà MEET, centro di cultura digitale

Un luogo culturale storico di Milano si rinnova. La Fondazione Cariplo ha acquistato Spazio Oberdan, che diventerà la sede di un nuovo Centro per la Cultura Digitale

Spazio Oberdan, Milano
Spazio Oberdan, Milano

Uno luogo storico della cultura a Milano è stato acquistato dalla Fondazione Cariplo per 8,5 milioni di euro. Spazio Oberdan, attivo sulla scena cittadina con mostre ed eventi dal 1998, è una sede polifunzionale progettata da Gae Aulenti che si compone di un’area espositiva di circa 700 metri quadri e di un auditorium da 200 posti dove si svolgono proiezioni e incontri. L’acquisto, concluso nei giorni scorsi con un accordo tra la Città Metropolitana e la fondazione, ha come scopo l’assegnazione di una nuova destinazione allo spazio, che diventerà presto la sede di MEET, il Centro Internazionale per la cultura digitale la cui nascita era stata annunciata lo scorso febbraio. Il centro proseguirà e amplierà le attività del progetto Meet the Media Guru, piattaforma di incontri ed eventi ideata dalla storica dell’arte Maria Grazia Mattei nel 2005 per indagare le implicazioni sociali e culturali della rivoluzione digitale e dell’innovazione in genere.
Dopo tredici anni di nomadismo, quindi, Meet the Media Guru diventa MEET e mette le radici nel centro di Milano. “Il Centro nasce per ridurre il divario digitale nel nostro Paese, nella convinzione che l’innovazione sia un fatto culturale, prima ancora che tecnologico e che la diffusione della cultura digitale favorisca non solo la crescita dell’economia, ma anche delle opportunità e del benessere per tutti i cittadini”, ha dichiarato la Mattei.

UN LABORATORIO CITTADINO

L’Ex Spazio Oberdan, situato nel quartiere di Porta Venezia, nelle prossime settimane sarà oggetto di estesi interventi di ristrutturazione con l’obiettivo di renderlo più funzionale e adatto alle attività future. Il progetto è stato affidato allo Studio di design e innovazione CRA-Carlo Ratti Associati, un realtà che da anni si distingue, in Italia e nel mondo, per la sua attenzione alle possibilità creative delle nuove tecnologie. Stando alle dichiarazioni, i temi artistici e culturali saranno al centro delle attività del nuovo centro, “esponendo gli italiani – con particolare attenzione ai giovani e giovanissimi – all’incontro con coloro che a livello mondiale indagano e anticipano la trasformazione che stiamo vivendo”. L’idea, insomma, è quella di traghettare un’Italia ancora digitalmente semianalfabeta verso un futuro in cui la tecnologia possa essere indagata, ricercata, sfruttata e goduta con maggiore libertà creativa oltre che con maggiori competenze. Con un paio di decadi di ritardo rispetto a tante esperienze analoghe in Europa e nel mondo, Milano punta finalmente i riflettori sul binomio arte-tecnologia, con l’obiettivo di mettere a disposizione di cittadini e studenti un laboratorio aperto. Non solo luogo di formazione e di discussione, ma anche spazio di produzione.

Maria Grazia Mattei al lancio di MEET ©Alice Pietrantonio

SPERIMENTAZIONE, RICERCA, DIDATTICA ED EVENTI

L’attività del MEET si svilupperà infatti attraverso 4 linee di intervento: la content zone, ovvero un laboratorio creativo che sperimenta nuovi linguaggi e offre prodotti multimediali, format e servizi innovativi; la research and innovation zone, che ospiterà il meglio della ricerca internazionale; l’education zone con corsi, masterclass, workshop e percorsi esperienziali; e infine la showcase zone, piattaforma che eredita la produzione di Meet the Media Guru con mostre e conferenze. Lo spazio Oberdan continuerà a ospitare la Fondazione Cineteca Italiana, con cui MEET svilupperà un piano di iniziative coordinate.

– Valentina Tanni

www.meetthemediaguru.org

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.