La calligrafia di Luca Barcellona

Parola a un artista che ha fatto della calligrafia la sua professione. Coniugando musica e cultura visiva in un linguaggio che lascia il segno.

Luca Barcellona all'opera. Photo Lorenzo Barassi
Luca Barcellona all'opera. Photo Lorenzo Barassi

Nell’ufficio di Luca Barcellona (1978), tra poster, vinili, fogli e pennini spunta sopra una mensola una bottiglia di vodka. La scritta blu Absolut risalta subito. L’ha fatta lui. “È una bella emozione no?”, racconta divertito. “Ho scoperto che stampano circa 600mila bottiglie al giorno e su ogni bottiglia c’è la mia scritta. Fa uno strano effetto”.
I raggi del sole penetrano nell’ufficio e fanno risaltare i lavori di Barcellona, uno dei più importanti e apprezzati calligrafi italiani.
Il suo ufficio sembra una piccola biblioteca. Tutto è sistemato e posizionato con ordine. Un lungo tavolo riempie il centro della stanza. Sono giorni frenetici per Barcellona, impegnato nella realizzazione di diversi lavori.
Fare il calligrafo oggi è una sfida interessante. Si vive sul sottile equilibrio tra l’antico e il moderno, fra la tradizione e il futuro. “La scrittura è sempre stata evoluzione. È qualcosa di ciclico che cambia con gli strumenti e i gusti di ogni epoca”, spiega.
Disegnare lettere è un’arte che richiede sacrifici, passione e una certa spiritualità. “La calligrafia è una disciplina. Acquisisci competenze poco alla volta e diventi sempre più bravo. Penso che sia anche un modo di crescere e di vivere. È il filtro con cui vedo le cose, per cui viaggio e insegno. È il motivo per cui incontro artisti, musicisti o atleti. Ci si scambia la linfa vitale e creativa. Credo che la calligrafia mi abbia obbligato a trovare una certa spiritualità nel mio quotidiano e mi abbia indicato lo scopo della mia vita”.
Spiritualità. Un termine che ripete spesso Barcellona. Come se ci fosse un legame profondo tra le idee e i suoi lavori. Un canale privilegiato in cui raccontare e raccontarsi attraverso le lettere. “Credo che tutte siano funzionali. Le lettere possono essere utilizzate anche in forma astratta. Prese singolarmente, magari possono non comunicare nulla. Con un po’ di lavoro, invece, possono diventare un’illustrazione o addirittura un’immagine”.

Luca Barcellona, poster, 2017
Luca Barcellona, poster, 2017

DALLA MUSICA ALLA CALLIGRAFIA

Il tono della voce di Barcellona mentre parla è calmo. Arrivare fin qui non è stato affatto semplice. Alla passione si sono sommati i sacrifici, gli impegni, le difficoltà e anche una certa reticenza da parte della cultura italiana ad accettare questo tipo di arte. “Sono fortunato perché faccio e vivo della mia passione ed è molto bello, ma non è così scontato arrivarci. Il mio interesse per la scrittura parte da lontano, dal writing. Io volevo andare più a fondo, specializzarmi. Quando ho scoperto la calligrafia mi si è aperto un mondo. All’inizio ero visto come una mosca bianca, ero il più giovane a frequentare i corsi. Ho dovuto studiare e dedicare molto tempo a questa disciplina. Oggi posso dire di avere una certa credibilità”.
Impossibile non citare il suo passato musicale. Di fatto è stato uno tra gli artisti più rappresentativi per il rap italiano verso la fine degli Anni ’90. Barcellona, conosciuto con il nome di Lord Bean, ha sempre mantenuto uno stile originale e ben definito. Alcune sue canzoni sono considerate dei veri e propri classici per il genere e hanno permesso al rap italiano di imporsi e diffondersi. “A un certo punto però ho deciso completamente di staccarmi e proseguire il percorso della calligrafia. Credo che sia stato tra i primi a prendere questa decisione. Mi ha dato tanto, ma resta una passione”. Una parete del suo ufficio è dedicata esclusivamente ai vinili. Sono tutti ordinati e messi in fila. “Molto spesso l’ispirazione la prendo dai lettering dei dischi o da quelli dei manifesti cinematografici. Sono davvero delle piccole opere d’arte”.

Luca Barcellona, poster, 2017
Luca Barcellona, poster, 2017

PASSATO E FUTURO

La calligrafia è un arte universale reinterpretata in ogni cultura con forme e stili differenti. In tutti questi anni Barcellona ha incontrato e viaggiato molto. Un’esperienza che definisce gratificante e molto formativa. “Penso che sia molto stimolante apprendere da culture diverse dalle nostre. Si scambiano impulsi creativi e si impara sempre qualcosa di nuovo”.
In futuro Barcellona vorrebbe lavorare con il teatro. “Sarebbe interessante fare uno spettacolo utilizzando in maniera ironica e satirica il lettering. Sarei molto tentato”. Tante soddisfazioni se le è anche tolte da docente. “Insegnare questa disciplina ai ragazzi e vederli poi crescere e lavorare in maniera autonoma mi riempie di soddisfazione”.
La libertà di poter fare quello che più si ama rifiutando a volte anche proposte economiche vantaggiose. “Quando mi chiedono che lavoro faccio io rispondo Luca Barcellona. Conservo e mantengo questa libertà. Mi è capitato di declinare alcune offerte. Preferisco dedicarmi a quello che più mi interessa. È anche questo il bello del mio mestiere. Quando guardo quelli che fanno calligrafia solo per passione un po’ li invidio. Per me è un lavoro e come ogni lavoro devi rispettare le dinamiche e le consegne”. Musica, calligrafia, grafica, design. Luca Barcellona può essere considerato una figura di riferimento per l’arte italiana. Uno dei protagonisti di una nuova middle class creativa in grado di reinterpretare nuovi codici comunicativi e portare la propria esperienza e le proprie idee al servizio della comunità.

Marco Mazzetti

www.lucabarcellona.com

Dati correlati
AutoreLuca Barcellona
CONDIVIDI
Marco Mazzetti
Marco Mazzetti ha 23 anni e proviene dalla provincia di Varese. Scrive per Ilfattoquotidiano.it e ha collaborato con Vice e Rivista Undici. Spesso ha la testa tra le nuvole, ma tiene i piedi ben saldi a terra. Ha realizzato Urban Stories Milano, una fanzine che racconta Milano attraverso la street art. Nel tempo libero scrive, gioca a calcio e va ai concerti. Laureato in Linguaggi dei Media, sta finendo un master in Giornalismo.