Nasce Atelier Marco Bagnoli. L’artista apre le porte dello studio e omaggia Michael Galasso

Un atelier d’artista che è anche spazio espositivo, archivio, showroom e sede di un’associazione. È il nuovo progetto di Marco Bagnoli che inaugura il 5 maggio in Toscana

L'Atelier Marco Bagnoli, dell’architetto Toti Semerano
L'Atelier Marco Bagnoli, dell’architetto Toti Semerano

Non c’è luogo più intimo per un artista del suo studio. Un territorio off-limits ai più in cui l’opera d’arte si cela prima di svelarsi al mondo. Aprire le porte del proprio studio al pubblico è per un artista un atto di generosità notevole. Per questo motivo, l’inaugurazione dell’Atelier Marco Bagnoli a Montelupo Fiorentino (a pochi chilometri da Firenze), offre diversi spunti di riflessione. Voluto fortemente dall’artista, nato a Empoli nel 1949, l’Atelier è uno spazio nuovo di zecca, pronto ad essere inaugurato il prossimo 5 maggio, che integra arte, architettura e paesaggio. A metà strada tra la casa-laboratorio e lo spazio espositivo, profondamente radicato in quell’angolo di Toscana in cui l’artista è nato e vive tuttora, l’Atelier si presenta come un luogo articolato, progettato dall’architetto Toti Semerano in collaborazione con lo stesso Marco Bagnoli. Un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea lontano dai contesti normalmente deputati all’arte, ma vicino ai posti in cui le opere di Bagnoli prendono vita. L’idea è quella di un luogo vivo, aperto, in cui i visitatori possano muoversi agilmente tra le installazioni e le sculture dell’artista. Una sorta di gesamtkunstwerke, opera d’arte totale, in un edificio su più piani, che assolve al tempo stesso le funzioni tipiche di uno studio di artista: laboratorio, show-room, magazzino, archivio, spazio co-working. E che ospita anche l’associazione Spazio x Tempo, di cui Bagnoli è uno dei fondatori, attiva nella regione nella promozione dell’interazione tra arte, impresa e territorio.

L’OMAGGIO A MICHAEL GALASSO

In occasione dell’inaugurazione, l’Atelier presenta la mostra Apertura a cura di Pier Luigi Tazzi che ripercorre la carriera di Bagnoli dalla metà degli anni Settanta fino ad oggi, anni in cui è stato una figura centrale del panorama artistico italiano partecipando a Documenta nel 1982 e nel 1992, alla Biennale di Venezia nel 1982 e nel 1997 e a mostre personali e collettive in musei e spazi espositivi come il Centre Pompidou di Parigi e il De Appel di Amsterdam tra i molti altri. Una vera e propria retrospettiva che si sposa perfettamente con la complessa architettura dell’Atelier. “Una mostra non nel senso usuale del termine “, spiega ad Artribune, il curatore, “dato che non c’è nulla di definitivo, ma le opere saranno in prospettiva soggette a modifiche e nuove possibilità di interazione”. Un allestimento temporaneo e in progress di opere, documenti e fotografie relativi al percorso ultraquarantennale dell’arte di Bagnoli: “Apertura, come indica anche il titolo della mostra“, continua Tazzi, “segna l’inizio di un’attività più che la conclusione di un processo”. La serata inaugurale include un omaggio a Michael Galasso, compositore americano scomparso nel 2009 a soli 60 anni con cui Bagnoli ha collaborato dal 1992 (Castello di Rivoli) al 2007 (Villa La Magia, Quarrata). Il musicista sarà ricordato con una performance musicale di una partitura inedita di Galasso, condotta da Giuseppe Scali.

Mariacristina Ferraioli

5 maggio 2017 ore 19
Atelier Marco Bagnoli
Via della Quercia, 9
Montelupo Fiorentino, Firenze

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.