500 anni dalla morte di Giovanni Bellini. Le celebrazioni partono dal Museo Correr di Venezia con il ritorno dell’Ebbrezza di Noè: ecco le immagini

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Giovanni Bellini - L'Ebbrezza di Noè

Giovanni Bellini – L’Ebbrezza di Noè

È un appuntamento lungo un anno quello con le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Giovanni Bellini, grazie a un’importante rassegna di eventi intitolati al grande maestro rinascimentale. In programma non la classica esposizione monografica, ma un percorso diffuso sul territorio veneto, nato dal dialogo a più voci tra le istituzioni culturali della Laguna e dell’entroterra, per testimoniare il carattere policentrico dell’arte belliniana. Città natale del pittore, spetta a Venezia il compito di inaugurare il lungo calendario celebrativo. Fino al 18 giugno, la Sala delle Quattro Porte dello storico Museo Correr ospita l’atteso ritorno dell’Ebbrezza di Noè, considerato il testamento artistico di Bellini e presentato l’ultima volta a Venezia settant’anni fa. Conservata, fin dal 1895, presso il Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie di Besançon, la preziosa opera è rientrata in Laguna nell’ambito del progetto Un capolavoro per Venezia, sotto la guida scientifica di Pierre Rosenberg, attuale presidente dell’Alliance Française Venise, partner della Fondazione Musei Civici nella promozione dell’evento.

UN DIPINTO, MOLTI ITINERARI
Incentrata su un tema biblico di grande impatto visivo, l’Ebbrezza di Noè racchiude tutto lo slancio di Bellini verso uno stile dai tratti innovativi, al termine di una carriera sfolgorante. Oggetto di una secolare diatriba fra gli storici dell’arte – conclusasi nel Novecento con la definitiva attribuzione al pittore veneziano perorata da Longhi e condivisa anche dal dubbioso Berenson – il dipinto ben si presta a inaugurare il lungo anno di celebrazioni che assumerà la forma di una “mostra diffusa”, come sottolineato dal direttore dei Musei Civici Gabriella Belli. Una serie di itinerari belliniani, messi a punto dal Polo Museale Regionale del Veneto, restituirà al pubblico il prezioso lascito del maestro fra la città d’origine e la terraferma, senza dimenticare le numerose opere conservate nelle chiese veneziane e quelle presenti nelle Gallerie dell’Accademia. L’ambizioso progetto, frutto di una puntuale collaborazione tra i vari soggetti coinvolti, troverà un momento di sintesi nel convegno organizzato e ospitato dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini i prossimi 27 e 28 ottobre, al termine di un percorso che si preannuncia intenso.

Arianna Testino

www.correr.visitmuve.it

 

 

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  • andrea bruciati

    un quadro straordinario

    • manigoldo

      ma adesso ti intendi anche di pittura?