Max Mara Art Prize for Women, a Londra vince Emma Hart. Sei mesi in residenza in Italia fra Milano, l’Umbria e Faenza

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Emma Hart (foto Thierry Bal)

Emma Hart (foto Thierry Bal)

Il premio, arrivato alla sua sesta edizione, ha scadenza biennale ed è indirizzato ad artiste che operano nel Regno Unito e non hanno mai presentato i loro lavori in un’antologica. Quale premio? Il Max Mara Art Prize for Women, la cui edizione 2016 nella serata del 3 febbraio alla White Chapel Gallery di Londra è stata assegnata a Emma Hart, londinese, classe 1974. La Hart comincerà la sua residenza in Italia a giugno, passera due mesi a Milano, tre settimane in Umbria, dove consoliderà la sua ricerca nell’ex studio di Alighiero Boetti a Todi, oggi gestito dal figlio Matteo, e nella fondazione Burri. Il suo soggiorno terminerà a Faenza dove approfondirà la tecnica della ceramica tanto cara all’artista.

TEMA: IL POTERE DELLA FAMIGLIA
La presidente della giuria Iwona Blazwick, direttrice della Whitechapel Gallery, ha affermato: “È apparso evidente che la proposta di Emma Hart affronti un tema profondamente personale, essenziale per la sua vita e il suo lavoro: il potere della famiglia. La giuria è stata colpita dalla profondità e dall’ampiezza dei riferimenti nell’approccio di Hart, dalla Scuola di Milano per la psicoterapia familiare ai romanzi di Elena Ferrante, alla tradizione ceramica italiana della maiolica”. Emozionata e felice Emma Hart, che ha ritirato il premio: “Sono davvero felice di aver vinto questo premio, che mi offrirà il tempo e lo spazio di lavorare in modo focalizzato, cosa che spesso purtroppo non mi è permessa. Avrò la possibilità di concentrarmi, sperimentare e immergermi completamente in nuove idee e nuove pratiche. Inoltre non mi sono mai veramente allontanata da Londra e i sei mesi in Italia saranno l’avventura di una vita”.

IMMERSA NELL’ESTETICA E NELLA TRADIZIONE CULTURALE ITALIANA
Luigi Maramotti, presidente di Max Mara, ha dichiarato: “Il progetto di Emma mi entusiasma molto, perché esplora due campi particolarmente ricchi di competenze in Italia: la psicoterapia e la tradizione ceramica, sia storica che contemporanea. La produzione ceramica è sempre stata caratterizzata da una ricerca innovativa, in particolare a Faenza. Siamo particolarmente interessati a seguire come Emma interpreterà questa tradizione nella sua pratica artistica così personale e contemporanea. Questo Premio, di cui siamo profondamente orgogliosi, è unico nel suo genere in quanto offre alle artiste il tempo, lo spazio e la libertà di creare una nuova opera mentre sono immerse nell’estetica e nella tradizione culturale italiana. Sono molto lieto che, ancora una volta, la famiglia dell’artista l’accompagnerà in questo percorso; da un punto di vista sia personale che artistico tutto questo non farà che arricchire la sua esperienza”.

Barbara Martorelli

 

 

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