Zaha Hadid trombata e beffata a Tokyo. Sarà Kengo Kuma, fra i maggiori oppositori al suo progetto, a realizzare lo stadio olimpico per il 2020

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Il progetto di Kengo Kuma (foto Japan Sport Council)

Il progetto di Kengo Kuma (foto Japan Sport Council)

Che un tuo progetto architettonico venga bocciato dai committenti ci può stare, ma che poi il medesimo progetto venga affidato a uno dei tuoi più attivi contestatori diventa dura da digerire. È quanto invece toccherà all’archistar anglo-irachena Zaha Hadid con il nuovo Stadio Nazionale di Tokyo, sede centrale delle Olimpiadi del 2020: un progetto molto contestato – ve lo abbiamo raccontato qui – fin dalla sua presentazione, con una protesta avviata dal noto architetto giapponese Fumihiko Maki, a cui hanno aderito centinaia di architetti, tra cui Sou Fujimoto e Kengo Kuma.
Ma ora la vicenda assume contorni quasi beffardi quando si apprende che l’importante progetto è stato affidato allo stesso Kengo Kuma, preferito all’altrettanto celebre collega Toyo Ito. La struttura appena presentata risponde alla richiesta di ridimensionare i costi: che saranno di 153 miliardi di Yen, rispetto ai 252 miliardi della proposta Hadid. La costruzione dello stadio dovrebbe iniziare alla fine del 2016, con una data di completamento prevista per novembre 2019.

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